Ma non si può fare gol giocando come 43 anni fa

Quarantatré anni fa. Per favore. Di quarantatré anni fa abbiamo già visto la partita di martedì sera, difesa vecchio stampo, dietro in massa a colpire tutto ciò che affiora e a pregare, mancavano solo i pali di legno verniciati di bianco.
Già visto, lasciamo perdere, sembra solo il lato patetico di una sconfitta sportiva e sinceramente mette un po’ in imbarazzo. Non è questione di probabilità, al Liverpool è riuscita la rimonta che più ha fatto godere i tifosi nerazzurri, quella del 3-3 in finale di Champions. Loro, i Reds. Ma questa è l’Inter che li deve affrontare, tre gol senza prenderne oppure quattro se ci scappa una deviazione di Maicon nella porta sbagliata. La Champions è testimone di rimonte storiche che si ricordano proprio in quanto eccezionali, per alcuni club uniche. Se l’Inter vuol salire sulla macchina del tempo nessuno glielo può impedire, ma ce la possiamo fare è un altro di quei déjà vu che mettono tanta tristezza addosso. Generalmente hanno un seguito che i tifosi interisti conoscono benissimo, dopo la partita di ritorno ecco che esce uno a caso e fa: la qualificazione ce l’eravamo giocata all’andata!
Ma dai.
E chi lo diceva prima però era un gufo che portava sfiga, eventualmente da tenere alla larga perché contagioso. Ma per gli interisti non si tratta di mettere le mani avanti e prepararsi con apostolica rassegnazione alla botta. Il fatto è che quando serve un miracolo significa che c’è già una scarpa nella fossa. Appena arrivato Mancini mise dentro i ragazzi della Primavera per calciare i rigori in una finale contro il Milan di un torneo estivo, e lo vinse. Pochi giorni fa andò a Torino con Balotelli, e vinse. Questa è l’Inter di oggi. Per i ricorsi storici c’è gia San Marino che in occasione del Centenario fa il francobollo commemorativo, sic, valore un euro.