Non si può festeggiare la stagione dell’odio

Spettabile il Giornale, apprendo con stupore e sconcerto che la Regione Liguria vuole festeggiare, come ricorrenza, l'8 di settembre. Ovvero una giornata tra le piu tragiche e nefaste della nostra storia.
Ho 26 anni ma mi hanno spiegato (sui libri di storia ovviamente non si trova niente) cosa rappresenta e ha rappresentato questa data: l'inizio della guerra civile, l'odio tra gli italiani, la fine di un sogno, la consegna delle nostre navi ai nemici di allora, l'esercito allo sbando che si doveva guardare le spalle da angloamericani, titini e tedeschi, il pericolo comunista alle porte, l'avvento della democrazia cristiana, gli anni torbidi del centro sinistra, tangentopoli... e l'aspetto che piu mi rattrista e che a fare la figura del duro e puro è il dottor Plinio, esponente di un partito che dello spirito dell'8 settembre (tradimento) ha fatto una ragion d'essere dal congresso di Fiuggi al referendum sulla procreazione assistita.
Nel 2006, pur tutelando ciascuno la propria storia, si dovrebbe cercare di costruire tutti insieme delle date da lasciare in eredità ai nostri figli e non recuperare quelle che ogni persona dotata di buon senso lascerebbe (per pudore) nel dimenticatoio.
*MS-FT