Non si può licenziare chi reagisce alle offese

Sul posto di lavoro, le continue provocazioni e derisioni verbali da parte dei colleghi, giustificano la reazione - anche violenta - del dipendente oggetto dello scherno che, stanco di sopportare, viene alle mani: e la «riscossa» del dipendente non può essere sanzionata con il licenziamento in tronco. Così la cassazione ha confermato il reintegro in azienda di un operaio dell'Ilva di Taranto licenziato perché una sera, stanco di sentirsi prendere in giro pesantemente da un collega lo aveva picchiato.