Non si riprende dopo il parto: tre medici indagati

Il marito accusa i dottori che replicano: «È colpa di uno choc anafilattico». Il ministro Storace fa trasferire la donna in un centro specializzato

Mariateresa Conti

da Palermo

Si è addormentata serena, certa che dopo l'anestesia avrebbe avuto la gioia di abbracciare il suo secondo bambino. Ma invece, da quel sonno artificiale, non si è più risvegliata. È scivolata in coma, e dal 24 ottobre scorso lotta contro la morte in un letto del reparto di rianimazione del Policlinico. Tre medici dell'Istituto materno infantile, l'ospedale in cui ha partorito, sono finiti sotto indagine per lesioni gravissime. E per trasferirla in un centro specializzato per neurolesi, così come chiesto da giorni dal marito disperato, è dovuto intervenire il ministro della Sanità Francesco Storace, che ha accolto l'appello dei familiari e che si è mobilitato perché la donna, già oggi, venga portata in una struttura specializzata di Messina.
Ha per protagonista una donna di 34 anni, Anna Mangano, quella che si sospetta sia l'ennesima storia di malasanità in Sicilia. La giovane, dopo una gravidanza tranquilla portata a termine senza particolari problemi, è stata ricoverata all'Imi lo scorso 24 ottobre per il parto cesareo. Un intervento programmato, anche perché sei anni fa proprio con un cesareo era nato il primo bimbo di Anna e del marito, Calogero Licari. Ma in sala parto qualcosa è andata male. Già, perché il bimbo, un bel maschietto di tre chili e mezzo, è nato senza problemi. Ma la mamma, così hanno riferito i medici dopo oltre due ore al marito, ha avuto un arresto cardiaco causato, a loro giudizio, da un choc anafilattico, forse dovuto ai farmaci utilizzati per l'anestesia. Il marito non si dà pace: «Mi hanno detto che mia moglie aveva avuto un blocco respiratorio e un problema al cervello. Le hanno fatto una Tac e l'hanno ricoverata al reparto di rianimazione del Policlinico di Palermo. Ma come è possibile, la gravidanza era stata tranquilla, ero felice per la nascita del bambino e sono passato dalla gioia alla tragedia quando ho visto Anna intubata e priva di sensi».
Calogero Licari, assistito dall'avvocato Giuseppe Incardona, ha presentato un esposto in Procura. La cartella clinica della moglie è stata sequestrata e tre medici dell'Imi sono stati iscritti nel registro degli indagati per «lesioni gravissime». Sulla vicenda è intervenuto ieri anche il ministro Storace, che ha annunciato che oggi Anna «sarà trasferita al Centro Neurolesi di Messina». Il ministro ha inoltre assicurato «la sollecita attenzione del ministero» ed ha chiesto di avere il testo dell'esposto presentato dal legale della famiglia Licari.