Non si trova più un Babbo Natale neanche a pagarlo

(...) della presenza di Babbo Natale e, siccome sono cose che difficilmente vengono pianificate con largo anticipo, già sappiamo che tante altre ne arriveranno dopo il venti dicembre. Insomma, mi trovo costretto a lanciare un appello: mi servono comparse!».
Ma non è facile trovare le persone giuste: il vecchio con la barba non è affatto facile da interpretare. Innanzitutto ci vuole, come dire, le fisique du role: non persone troppo giovani, non persone troppo magre o con la voce troppo sottile. E poi è fondamentale la capacità di sapersela cavare con i bambini: «La cosa più difficile - racconta Noceti - è rispondere alle domande a bruciapelo. Ti chiedono come fai a sapere il loro nome, dove abiti, cosa dai da mangiare alle renne... e poi ci sono quelli che ti chiedono se ti ricordi quando li hai incontrati l’anno precedente. Ci vuole una bella presenza di spirito, e devo dire che fin’ora siamo stati fortunati: non ci hanno mai preso in castagna».
A parte le giornate prenotate dai grandi centri commerciali e da alcune amministrazioni comunali, una decina di date già fissate anche per le feste in piazza, sono molte le presenze richieste ai party privati: «Naturalmente - prosegue Noceti infilando un berretto rosso con il pon pon bianco - siamo richiestissimi la sera del 24 dicembre e la mattina del 25. I genitori lasciano i regali fuori dalla porta, noi arriviamo, li raccogliamo e facciamo la nostra entrata davanti ai bimbi sbalorditi. Naturalmente non possiamo restare tanto nella stessa casa: per definizione Babbo Natale passa e và. Così riusciamo a visitare anche sette o otto famiglie in una sola sera. Poi c' è tutto il settore delle feste di compleanno, trasformate in feste di Natale. Invece della solita Biancaneve, del mago o della fatina, ci chiedono Santa Claus».
Per una festa privata il costo del servizio è di circa 100 euro, dai 150 in su per esercizi commerciali e amministrazioni pubbliche.
«Io - afferma Noceti - sono uno dei Babbi Natale fissi. D'altra parte ho già la barba e la corporatura. Si tratta di un lavoro particolare, non possiamo prendere il primo che capita. Per fare Santa Claus bisogna che i bambini piacciano davvero. Abbiamo collaboratori che tornano tutti gli anni perché non lo fanno solo per soldi: il sorriso dei bimbi, mi dicono, li rende davvero felici. E poi, abbiamo- conclude - clienti fissi: famiglie che andiamo ormai a trovare da quattro o cinque anni, e suppongo che continueremo ad andarci finché i bimbi crederanno all’esistenza di Babbo Natale».
Già, credere a Babbo Natale, come gestire la presenza di questa figura, e soprattutto il momento fatale in cui i più piccoli si accorgono che i regali vengono portati da mamma e papà e non vengono dal Polo Nord a bordo di una slitta trainata da renne?
A questa domanda risponde un pediatra di Milano, Italo Farnetani, che regala ai genitori alle prese con lo shopping natalizio e i primi dubbi sull'esistenza del vecchio con la barba bianca un decalogo «da usare come utile guida, per trascorrere il periodo natalizio in piena consapevolezza e serenità insieme ai propri figli e nipoti». Le perplessità sull' esistenza di Santa Claus, di solito, si manifestano intorno agli 8-9 anni, ma nei bambini più svegli anche molto prima cosa fare? «Mai dire bugie, - spiega il pediatra - finché i bambini ci credono in modo assoluto meglio coltivare la cosa. Ai primi dubbi, i genitori dovranno sostenerne sì l'esistenza, ma senza insistere troppo. Quando i figli si convinceranno che effettivamente Babbo Natale non esiste, i genitori non avranno investito troppa credibilità su un argomento che è destinato a risultare un insuccesso, ma nello stesso tempo non avranno contribuito ad abbattere troppo rapidamente una favola alla quale anche i grandi vorrebbero credere».
E poi c’è l’attesa di Babbo Natale, che spesso è anticipata fin dall’inizio delle vacanze scolastiche: n questo periodo sembra a volte quasi impossibile mandare a letto i bambini all'ora consueta, ed è anche più difficile che il bambino si addormenti con facilità, considerando tutte le emozioni, le novità delle giornate del periodo natalizio. «È importante perciò - avverte il pediatra - che i genitori alla sera non abbiano mai una fretta eccessiva di mandare i bambini a letto per evitare che restino svegli: questo favorisce l'insonnia».
Il consiglio, quindi, è di mandare a letto i figli solo «quando gli si chiudono gli occhi» e farli dormire quanto vogliono al mattino.
E poi Babbo Natale o, meglio, le sue controfigure che secondo gli specialisti dell' organizzazione delle feste sono diventati così difficili da trovare in qualche caso arriverà davvero.