«Non si vince con i record»

da Milano

Dopo i 45 minuti iniziali, qualcuno fra i ragazzi bianconeri, rientrando negli spogliatoi, aveva toccato ferro e sperato nel ripetersi, per i rossoneri, dei fattacci di Istanbul. Cioè tre a zero a fine primo tempo e poi pareggio e poi vittoria per gli altri. Sarebbero mancati solo i rigori, ma poteva bastare. Invece nulla si è ripetuto, eccezion fatta per il gol di Trezeguet. Troppo poco. Forse anche per questo Fabio Capello dice che i suoi ragazzi hanno allargato poco sulle fasce, «gliel’ho detto anche nell’intervallo, eravamo liberi sugli esterni 4-5 volte ma non lo abbiamo fatto». Quindi va quasi in controtendenza rispetto alla sensazione di molti: «Oggi mi sono accorto di avere una squadra fortissima perché abbiamo preso gol quando il Milan non esisteva, e in quel momento stavamo giocando con grande personalità. Peccato, nel calcio queste cose succedono. Non solo: l’altro gol è arrivato su punizione... certe partite vanno prese così. Per cui ripeto: io sono molto contento perché abbiamo giocato bene contro una squadra in forma, ma purtroppo i loro tiri sono andati in porta... Accettiamo il verdetto del campo». Gli fanno notare: fin qui due gol presi, in una sola partita tre. «Non mi sembra che il nostro portiere abbia fatto grandi parate, due tiri su punizione bastano. Dovevamo costruire di più, anche se era molto difficile visto che il Milan ha avuto la fortuna di andare in vantaggio. L’ho detto ai ragazzi: siamo veramente una squadra forte. Il Milan avversario numero uno? Che fosse forte lo sapevamo, ma credo che il 3 a 1 sia troppo pesante nei nostri confronti».
La Juve si ferma così a 9 successi consecutivi in avvio di campionato (10 sarebbe stato il record assoluto), mentre il Milan sale a 7 centri consecutivi. Ancora tre e il record sarà suo. Più critico del tecnico, Luciano Moggi: «Forse ci siamo presentati in campo troppo sicuri del record già fatto... non si vince con i numeri: ma ora i ragazzi sono arrabbiati, reagiranno». Capello invece continua a difenderli: «Parlate del ritmo del Milan? Io quel ritmo non l’ho visto, andava a folate in avanti, ma ci dava tranquillità. Dopo il 2 a 0 qualcosa in più ha fatto, ma fino a quel momento non ci aveva creato grossi problemi. È stato aggressivo, ha giocato con molta determinazione, ma non è che ci recuperasse molti palloni. Io l’ho vista così, ma posso anche sbagliare. In compenso ho apprezzato l’arbitraggio che lasciava giocare. Diciamo che per noi è stato un buon test a livello arbitrale in vista di mercoledì».