«Non siamo colpevoli. È soltanto una vendetta politica»

E aggiungono: «Siamo vicini ai cittadini nella nostra situazione»

La notizia dell'avviso di garanzia coglie di sorpresa i due indagati. «Sono indignato - commenta Ettore Fusco, consigliere della Lega -. Non riuscendo a identificare i colpevoli del rogo, cercano un capro espiatorio a cui addossare le responsabilità politiche. L'unica mia colpa, se di colpa si può parlare, è quella di essere sempre stato accanto ai cittadini, lontano comunque dalle accuse addebitatemi». E aggiunge: «Avendo numerosi testimoni che proveranno la mia estraneità ai fatti, provvederò a tutelare la mia immagine. Il pm sul mandato di perquisizione e l'avviso di garanzia fa riferimento a episodi imprecisi che mi auguro possano essere verificati in modo tale da punire i reali colpevoli della falsa informazione. Io quella sera ero in consiglio comunale - conclude - e sono uscito dall'aula su richiesta delle forze dell'ordine che mi avevano invitato a tranquillizzare i cittadini».
Anche per Pino Pozzoli, consigliere di An, si tratterebbe di una macchinazione: «È una vendetta a livello politico, il sindaco Ramazzotti per 45 giorni ha detto falsità su di noi. Le forze dell’ordine stanno verificando le sue dichiarazioni di cui si prenderà le proprie responsabilità. Io, la sera del 21, ero in consiglio comunale ed ero sotto gli occhi di tutti, sono stato l'unico a cercare di far prendere la parola al sindaco contestato. Porgo la solidarietà comunque a tutte le persone che hanno subito una perquisizione ieri mattina, siamo tutti estranei ai fatti e vittime di una macchinazione politica». E conclude: «Alcuni di loro non erano nemmeno ad Opera e sono state identificate solo perché attive al presidio o al successivo consiglio comunale. È tutta una montatura, io ho la coscienza tranquilla».