Non siamo contro l’integrazione ma contro chi non è in regola

(...) le politiche adottate dal Governo italiano sono in linea con le direttive Ue, col diritto internazionale, con le leggi dello Stato. Certa stampa, poi, alimenta le voci di tensioni con la Conferenza Episcopale Italiana. Se c'è un interlocutore credibile della Cei, apprezzato dai suoi esponenti, questo interlocutore si chiama Silvio Berlusconi. Chi vuole inventarsi presunti dissapori con la componente cattolica di questo Paese, artatamente dimentica le gravissime tensioni che caratterizzarono il rapporto tra il Governo Prodi e la Chiesa.
Infine si è detto che il Governo italiano è contro le Nazioni Unite. Dimenticando che in Libia, per rimanere alle cronache di questi giorni, c'è una agenzia dell'Onu dove chiunque voglia venire in Italia si può recare per vedere se ha i requisiti necessari. E sempre dimenticando che la Libia ha avuto negli ultimi tempi la presidenza del Consiglio dell'Onu per i diritti umani.
Ancora sulla vicenda immigrazione, infine, occorre dire con chiarezza una cosa: questo Governo non è contro l'integrazione, né contro una sana politica di ingressi che tuteli chi, con le carte in regola, vuole venire a lavorare nel nostro Paese. Il Governo e la nostra maggioranza sono contro i clandestini. Siamo contro chi vuole entrare nel nostro Paese per delinquere, per mettere a repentaglio la sicurezza, per alimentare la piaga del lavoro nero e del sommerso, per offrire nuove braccia e nuovi arruolamenti alla mafia, alla camorra.
Questo noi diciamo con forza alla sinistra che arma la bandiera della sicurezza e della lotta alla criminalità organizzata, e poi non perde di vista le regole fondamentali per combatterla. Ed apprezziamo l'alto appello del Capo dello Stato contro la xenofobia. Non lo sentiamo rivolto a noi, come qualcuno malignamente insinua. Nessuno di noi è xenofobo, nessuno di noi ha paura di chi arriva dal di fuori dei confini dell'Unione Europea.
La nostra politica, lo ripeto, è quella di accogliere a braccia aperte chi ha le carte in regola. Non è forse questa la linea di tutti i paesi civili del mondo? Non è questa la posizione della civilissima America? Provino, i signori della sinistra, ad entrare negli Stati Uniti senza avere il passaporto in ordine. Verranno respinti e rimpatriati con ignominia. Sono queste le cose che spaventano del dibattito politico degli ultimi giorni: l'inutile doppiopesismo e l'ipocrisia di chi combatte battaglie livorose, senza avere a cuore l'interesse generale del Paese. Che è quello della sicurezza dei suoi cittadini, innanzitutto dei suoi cittadini. E poi anche di quegli «stranieri» che hanno diritto di vivere pacificamente e di lavorare nel nostro Paese.
Gli italiani, come sempre, sono dalla nostra parte. Ed oltre il 75 per cento dei nostri connazionali dice che abbiamo ragione noi. Se lo ricordi la sinistra quando farà l'esame della nuova sconfitta elettorale che la attende alle prossime elezioni europee.
* deputato Pdl,
membro della Commissione giustizia