Non siamo d’accordo secondo noi avete fatto un errore

Caro direttore,
un qualsiasi direttore di un quotidiano serio, degno di tale nome, si sarebbe dimesso dopo la vicenda Sircana. Si sarebbe dimesso per molto meno. Ma dubito che Lei avrà la dignità di farlo. Il Suo cosiddetto «quotidiano» rappresenta, assieme al degno Libero, la vergogna del giornalismo in Italia. Si dimetta, e si vergogni.
Andrea Spatu

***

Sono un'assidua lettrice del Giornale ed in merito agli articoli apparsi sul quotidiano relativamente a tutta la squallida faccenda di «vallettopoli» desidero esprimerle il mio vivo dissenso sull'intera questione. Ho sentito anche le sue argomentazioni circa i motivi che l'hanno indotta a fare questa scelta. Per favore la prego, lasci la spazzatura agli spazzini. Penso che il giornale si meriti ben altro.
Giovanna Gagna

***

Credo che lei abbia sbagliato. Le stesse giustificazioni addotte in trasmissione da Ferrara sono parse false e non convincenti. Ho paura ci sia stata la volontà di voler approfittare per colpire Prodi. Non mi è piaciuto.
Osvaldo Migliorini

***

Bisogna essere garantisti sempre e non solo quando conviene politicamente... Esprimo la mia totale solidarietà al portavoce del governo Sircana che il suo Giornale ha messo letteralmente e ingiustamente alla gogna mediatica. Penso che questa volta dovrebbe proprio vergognarsi.
Michele Passaro

***

Non la conosco di persona, ma sento la necessità di invitarla a considerare con serenità l'amissione di un errore di presunzione/orgoglio nel non valutare la pubblicazione di notizie senza fondamento, fatto professionalmente scorretto ed eticamente inaccettabile. Tutti sbagliamo prima o poi, ma pochi - troppo pochi - ammettono i propri errori. Sapendola coraggiosa ed anticonformista, mi aspetterei un gesto educativo, esemplare per tanti suoi colleghi e non che si stanno - oggi- stracciando le vesti.
Marco Bolognani

***

Le vorrei dire due cose sul caso Vallettopoli. Da aspirante giornalista e da assiduo lettore del suo quotidiano, mi sento profondamente nauseato per la scelta delle titolazioni. C’è un innegabile uso strumentale sulle notizie sul portavoce del governo. E poi lei parla di insabbiare le notizie. Ma se il Giornale si distigue per dare le notizie che vuole ad uso e consumo del suo establishment politico, e cosa spregevole anche false. Lo so che preferirà pubblicare l'e-mail di qualcuno che insulta Prodi, ma spero che esista ancora il vero giornalismo.
Giovanni Cimino

***

Non bisogna avere rispetto solo per i politici di questo o quello schieramento, bisogna avere il rispetto della dignità umana. Avete pubblicato una notizia, come altre volte, che non aveva senso pubblicare, se non per screditare la figura di una persona. Verificate mille volte e soprattutto, cercate di interpretare lo scenario e la qualità delle vostre fonti e la credibilità delle persone intercettate. Non la penso politicamente come voi, ma voglio poter rispettare tutti, voi compresi. Fate lo stesso anche voi e basta con i Marini, Scaramella e Corona vari.
Massimiliano Miniaci

***

Premetto che il comportamento dei suoi colleghi, in tv, mi ha lasciato quantomeno perplesso, in quanto costoro sono improvvisamente diventati tutti buoni e corretti. Tuttavia, non è la prima volta che lei fa pubblicare delle intercettazioni, per quel che riguarda esponenti della sinistra, che mirano palesemente a buttar fango sui coinvolti. Poi invoca la legge: senza offesa, ma sembra uno che se la prende con lo specchio per la sua faccia storta. Che facciamo? Facciamo solo quello che consente la legge? E il buon senso? Scusi, ma non riesco a giustificarla. Credo che lei abbia fatto qualcosa di fazioso ma non illegale. In fondo sarebbe il suo lavoro, ma altri direttori lo hanno evitato.
Marco Secci

***

Credo che si sia accorto che anche il Cavaliere ha criticato certo modo di fare giornalismo. Voi del centrodestra, dite e scrivete che il centrosinistra demonizza Berlusconi, ma Voi fate la stessa cosa; come Voi siete la Casa della libertà, libertà di insultare, di sputtanare e poi dirsi vittime.
Antonio Termini