Non siamo più solo noi a combattere

(...) basso. Un comunicato del presidente della Provincia Alessandro Repetto e uno della giunta regionale, ma - in entrambi i casi - solo in occasione della prima scritta. Poi, più nulla. Anzi, distinguo, uscite dall’aula, astensioni e voti contrari alla solidarietà a Bagnasco da esponenti di Rifondazione, del Pdci, dei Verdi e addirittura da un diessino. Tutti dell’Unione e tutti a fianco di Marta Vincenzi e Alessandro Repetto per le prossime elezioni. Scelta più che legittima, ma che comunque lascia dubbi - magari maliziosi, magari esagerati - sul fatto che i silenzi possano anche essere convenienti.
Non siamo più soli, dicevamo. Perchè ieri sul Secolo XIX è apparso un ottimo articolo di Roberto Onofrio dal titolo eloquente: «Le minacce a Bagnasco e il silenzio di Genova». Occhiello: «Una posizione politica più decisa della città contro gli autori delle scritte spray, avrebbe aiutato a non alimentare una campagna, se non davvero pericolosa, comunque sgradevole, anche per chi è laico».
Sottoscriviamo in toto, anche perchè sono le tesi che avanziamo in solitudine, da giorni, su queste pagine. E ci fa particolarmente piacere che ora sia anche la posizione del Secolo, spesso accusato dal nostro popolo di essere troppo laicista. A volte, addirittura al di là delle sue effettive colpe. Ieri, ad esempio, un nostro cortesissimo lettore esagerava accusando il quotidiano genovese di non aver dato notizia del compleanno di papa Benedetto. Non era vero e diamo atto con piacere al Secolo di aver spento le candeline insieme a noi. Così come ci fa piacere che un articolo di ieri dia correttamente notizia della promozione del genovese don Mauro Piacenza alla guida della Congregazione per il clero, spiegando che la notizia è «di due giorni fa». In realtà, se l’autore avesse letto questo Giornale, l’avrebbe scoperto il primo aprile.
Ma la presa di posizione del Secolo contro silenzi e ambiguità fa ancor più piacere perchè arriva dal giornale che con un titolo forte sul presunto parallelo fra i Dico, l’incesto e la pedofilia - equiparazione in realtà inesistente - si era attirato una precisazione su carta intestata della Curia. E che aveva pubblicato un reportage su una volgare protesta anticlericale troppo benevolo, sempre a mio parere ovviamente.
Sulle cose serie, stavolta, lottiamo insieme.