«Non so come il mio Dna sia finito lì»

da Perugia

I difensori di Rudy Hermann Guede hanno presentato ricorso in Cassazione contro l’ordinanza del tribunale del Riesame che ha confermato la custodia in carcere per il giovane ivoriano accusato dell’omicidio di Meredith Kercher, la giovane studentessa inglese sgozzata in casa a Perugia. Il giovane ha sempre sostenuto di essere estraneo al delitto.
Il ricorso è stato presentato dagli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, difensori di Guede. In particolare i legali hanno sostenuto la mancanza di gravi indizi di colpevolezza a carico del loro assistito. Secondo la tesi difensiva le tracce genetiche di Guede riscontrate dalla polizia sul luogo del delitto proverebbero solo la sua presenza ma non una partecipazione diretta all’omicidio.
E ora gli investigatori stanno concentrandosi sulla scomparsa di due carte di credito di Meredith. La borsa della giovane è stata infatti trovata vuota: l’ipotesi è che l’assassino, o gli assassini, le abbiano portato via il denaro. Sparite, inoltre, le due carte di credito della Kercher, carte che però non sono state mai utilizzate dopo l’omicidio.
Raffaele Sollecito- il fidanzato di Amanda la prima ad ammettere di essere stata presente in casa al momento dell’omicidio- la cui posizione si è aggravata dopo i risultati delle ultime analisi (sul reggiseno di Meredith è stato trovata una sua impronta genetica), continua tuttavia a proclamarsi innocente. Di fronte agli avvocati che ieri lo hanno incontrato in carcere, il giovane si è mostrato stupito: «Non capisco come ci possa essere su quell’indumento il mio Dna», ripete.
«Attendiamo - dicono i legali - i risultati ufficiali delle analisi». Il lavoro della polizia scientifica è infatti in corso e sono diversi gli oggetti repertati ancora da analizzare». «otrebbe trattarsi di una trasposizione di piccolissime tracce di dna. Dobbiamo tener conto che sono stati repertati 160-170 oggetti e altro, potrebbe quindi esserci stata una contaminazione. Perchè quando è così latente la traccia di dna non significa un contatto diretto tra il reperto e il soggetto a cui si attribuisce il dna stesso», spiega l’avvocato Tiziano Tedeschi. Secondolui le tracce potrebbero essere addirittura precedenti alla notte dell’omicidio e non esclude nemmeno uno scambio di indumenti tra Meredith e Amanda.
Sono attesi invece a giorni i risultati delle analisi con il Luminol nella stanza dove è stata uccisa Meredith: gli investigatori devono verificare le tracce in entrata e in uscita dalla camera da letto dove è stata trovata morta.
A breve - ma non è stata fissata una data - saranno sentite in Procura le sei amiche, tutte inglesi, di Meredith.