«Non so perché vado sull’Isola Forse per i soldi»

Parla l’ex idolo delle ragazzine che si prepara per l’Honduras

«Onestamente non lo so perché vado sull’Isola dei famosi. Non ho nemmeno velleità di tornare a recitare. Questo è un mondo strano, sono anni che mi ammazzo di fatica come produttore per creare cose carine e non mi fila nessuno, poi decido di partire per l’Isola e nel giro di una settimana ricevo 150 richieste d’interviste...». Disincantato, simpatico e un po’ ombroso, e dunque fedele al suo personaggio da blockbuster anni ’80 come Sapore di mare 2 e Chewingum, il biondissimo Massimo Ciavarro, cinquant’anni portati da statua greca, un po’ gioca allo svagato e un po’ calcola costi e benefici: «Sarei un ipocrita se dicessi che i soldi in gioco non mi interessano», ammette.
Dicono che lei e Wladimir Luxuria abbiate infatti ricevuto i cachet più esosi.
«Potrebbe essere vero, i produttori dell’Isola mi cercano dalla prima edizione, mi vedono come il naufrago ideale, forse per via della barba. E Luxuria è un personaggio che incuriosisce. Comunque, ho fatto qualche conto. Se mi va bene, potrei rimanere in Honduras oltre due mesi, stando davanti alle telecamere ventiquattr’ore al giorno. Considerato che su un qualsiasi set dopo le otto ore scattano gli straordinari, alla fin fine la mia paga è quella di un tecnico».
Quindi sta andando in Honduras a lavorare, come se dovesse girare un film?
«Nel mondo dello spettacolo non esistono più categorie e l’Isola, secondo me, è una specie di fiction, un romanzone nazional popolare, e cioè il mio genere. Ho recitato in pellicole che la critica intellettuale non ha mai osannato ma che il pubblico, dopo vent’anni, continua a godersi. L'Isola sta in questo solco, non è un reality per guardoni come il Grande fratello e non convince i ragazzi che basti un giorno davanti alle telecamere per svoltare».
Parliamo dei suoi compagni di avventura: ne conosceva già qualcuno?
«Li ho incontrati per la prima volta in questi giorni a Milano. Mi hanno molto colpito Michi Gioia e Luxuria, potrebbero anche vincere. Cabrini, Tumiotto, Lago, Casella... ne so troppo poco».
Fino a quindici anni fa, lei era l’idolo delle ragazzine, il simbolo di una sessualità fatta anche di sospiri...
«Ma oggi è tutto più esplicito, la società va troppo di corsa anche nel modo di vivere il sesso. Per me potevamo fermarci alla fine della Seconda guerra mondiale, mi bastano l’acqua calda e l’automobile come innovazioni tecnologiche».
Ai tempi di Giochi d’estate, sarebbe stato possibile avere un protagonista transgender?
«No, ma solo per bigottismo. Io sono per la libertà, e anzi, rispetto la complessità di queste persone, immagino che alcune siano passate attraverso inferno e dolore».
Che cosa le fa paura dell’Isola?
«La convivenza. Io non sono social e con la battuta pronta. E non vorrei che, all’insegna del più è trash più è spettacolo, si scadesse. Per adesso posso registrare un effetto indotto simpatico, e cioè i negozianti che mi offrono pizza al taglio e sigarette. “Sull’Isola le rimpiangerai”, mi dicono. Magari smetto per sempre di fumare».
La sua famiglia sarà in studio a sostenerla?
«Mia madre e mia sorella non ci pensano per niente, ma Eleonora Giorgi, mia ex moglie e ora socia in affari, non si tirerà indietro».
Perché in tv Massimo Ciavarro si vede così poco?
«A un certo punto la commedia all’italiana ha cominciato a fare schifo a tutti e io sono stato messo da parte. Non sono mai stato bravo a sgomitare e di aspettare con ansia una chiamata non avevo voglia. Così mi sono trasferito in campagna e ho aperto un’azienda agricola. Poi con Eleonora abbiamo inaugurato la casa di produzione... Adesso siamo in piena organizzazione della rassegna cinematografica di Lampedusa e abbiamo appena finito un film, L'ultima estate, con diciottenni esordienti e volti noti come Roberto Farnesi».
È fidanzato?
«Non parlo della mia vita privata».
Se nelle acque dell’Isola incontrasse una sirena, a chi assomiglierebbe?
«Mi sa tanto che se incontro una sirena la faccio alla brace, quindi speriamo che sia polposa. Comunque la donna artefatta non mi è mai piaciuta».
Fra i naufraghi ci saranno ventenni affascinanti, come Belen Rodriguez...
«Ma io, ragazzi, ho cinquant’anni. Le ventenni un uomo geneticamente le guarda, ma poi...».
Si è parlato di una sua amicizia con Nicole Kidman. Quanto intima?
«Abbiamo girato un film insieme vent’anni fa, Un’australiana a Roma. Le davo un passaggio ogni tanto, abitava vicino casa mia e di Eleonora, tutto qui. È simpatica, l’ho incontrata a Roma qualche anno più tardi, quando era ormai famosissima, ed è stata molto affettuosa».
La Kidman farà il tifo per lei?
«Mah, se si ricorda... ma penso che si ricordi».