Non solo Colombo, Cassia e Gra: le strade più pericolose sono 250

A fare l’elenco è la fondazione «Ania» che ha stilato un dossier dopo aver raccolto le segnalazioni degli automobilisti su internet

Dai crateri di via della Pisana agli incroci al buio della Cristoforo Colombo: c’è tutto nella mappa delle 250 strade più pericolose di Roma, elencate dalla Fondazione Ania, che da oltre un anno raccoglie su internet le segnalazioni un po’ da tutta Italia. Secchioni in curva, buche, assenza di marciapiedi, semafori coperti da rami. In questi giorni la Fondazione ha raccolto l’insieme dei punti critici sul territorio nazionale in un dossier. I dati del monitoraggio sono aggiornati al 29 febbraio 2008.
A Roma sono 250 le strade ad alto rischio, di cui 38 extra-urbane. Fra queste ultime c’è la via del Mare fino al cilometro 25, la via Anagnina (chilometro 10), la via Cassia Veientana (chilometro 13), il Gra (chilometro 68,2), la Roma-Fiumicino (chilometro 18,5) e la via Prenestina Nuova dal chilometro 2 al 3. Sterminato l’elenco delle strade urbane: via dei Fori Imperiali, via di Salone, via del Ponte di Nona, via Cristoforo Colombo. Impossibile citarle tutte, ma le segnalazioni proseguono in questi giorni. E aggiornano di ora in ora l’elenco dei «black-point», come li chiama l’Ania. Ossia i punti dove si ripetono gli incidenti. Gli incroci, i dossi, le strettoie dove basta un attimo di disattenzione per giocarsi la pelle. Ovviamente prima di metterli in rete la Fondazione li verifica. Ecco i blackpoint dell’ultima settimana.
1) Incrocio fra via degli Scipioni e via Orsini (Prati): dal ponte sul Tevere le auto si immettono su viale degli Scipioni, che deve dare precedenza a via Orsini, anche se via degli Scipioni è molto più ampia. Lo stop all’incrocio è dietro un albero, e le auto arrivano sempre a gran velocità non frenando. Sono avvenuti centinaia di incidenti, anche gravi. 2) Incrocio fra via Torrevecchia e via Nicoletti (Primavalle): da quest’ultima è impossibile vedere se arrivano auto da via di Torrevecchia, a causa dei secchioni Ama e delle auto posteggiate in curva. 3) Viale Trastevere: il fondo stradale all’altezza del cinema Induno è in pessimo stato. 4) Via Nazionale: da piazza della Repubblica fondo sconnesso con dislivelli anche di 30 centimetri, il pavè è «smottato». 5) Via Cornelia (Aurelio): strada sconnessa con asfalto consumato e buche, mancano i marciapiedi, i pedoni camminano rasenti alle auto parcheggiate. 6) Via Collatina: i pedoni provenienti dalla Togliatti e diretti alla stazione della ferrovia Roma-Avezzano sono costretti ad attraversare la Collatina in assenza di segnaletica: niente strisce pedonali, niente semaforo pedonale. La situazione è di estremo pericolo in quanto le auto non hanno alcuna prescrizione di rallentamento, viaggiano spesso a oltre 50 Km/h e il traffico è sempre molto intenso. Situazione già segnalata in settembre 2007 al VII Municipio. 7) Via Mazzoni (Aurelio): c’è una buca molto profonda che non si vede se c’è traffico.
Spesso, come nel caso della Collatina, le segnalazioni restano lettera morta. A Roma, letto il rapporto, c’è da aver paura. E’ pericoloso andare per strada. In auto, in moto, a piedi, non cambia granché. A confermare le preoccupazioni del resto bastano i dati statistici. La capitale, cifre Istat 2007, è la città dove avvengono in assoluto più incidenti in Italia, anche per l’assoluta mancanza di senso civico in strada: 21.452 incidenti nel 2006. Circa 70 al giorno. I morti 231, altro record nazionale. I feriti migliaia.
La Fondazione Ania terrà la prossima settimana una conferenza stampa a piazza del Popolo sulla sicurezza stradale a Roma.