Non solo crisi: è in atto un profondo cambiamento sociale

«I dati sui residenti che non vanno in vacanza ad agosto sono un'occasione unica per ripensare i servizi e gli orari della città». Lo afferma Renato Mattioni, segretario generale della Camera di Commercio di Monza e Brianza, per il quale «i cittadini lombardi rimasti a casa non hanno bisogno solo di acquistare pane e latte, ma anche di trasporti pubblici a tutte le ore, uffici postali senza code infinite, banche aperte, feste serali e centri estivi per i bambini». Quello che è in corso è infatti un cambiamento di vaste proporzioni: «Non c'è solo il dato su Milano, anche il 40% dei residenti della Lombardia e il 50% di quelli di Brescia non vanno in vacanza in agosto - spiega Mattioni -. Le città tendono sempre più a rimanere aperte tutto l'anno, e questo dà le dimensioni di una trasformazione delle abitudini che coinvolge gli stessi commercianti». Per chi rimane ad agosto occorrono perciò iniziative di livello: «La Lombardia è sempre più un palcoscenico internazionale. E' quindi indispensabile fare un salto di qualità, con eventi meno provinciali. Chi visita il centro delle principali città lombarde non si aspetta certo di trovare la fiera di paese, ma molto di più». Come spiega inoltre il segretario della Camera di Commercio brianzola, all'origine del fatto che in molti non partono ad agosto «non c'è solo la crisi economica. Quello in corso è un mutamento sociale: la vacanza non è più concepita come un momento vuoto da riempire, bensì come tempo libero con un valore identificante. I lombardi preferiscono trascorrerlo quando vogliono, spesso in periodi dell'anno diversi da quello canonico, e sono disponibili a spendere di più anche per meno giorni».