Non solo Ghana: l'Africa fa paura

Cinque nazionali tutte ambiziose. Parola d’ordine: «Arrivare ai quarti»

Bakolo Paul Ngoi

La sfida africana ai mondiali di calcio 2006 in Germania si annuncia questa volta piena di incertezze. A far planare tante incognite è prima di tutto la rivoluzione avvenuta ai vertici del calcio, non tanto nella dirigenza ma nelle novità sul piano calcistico. Delle cinque squadre che rappresenteranno il continente africano, soltanto la Tunisia può vantare un'esperienza mondiale. La Costa d'Avorio, il Togo, l'Angola e il Ghana sono alla loro prima partecipazione in assoluto. La data della rivoluzione calcistica è l'8 ottobre scorso, quando sono stati resi noti i nomi dei partecipanti ai mondiali, il verdetto è stato a dir poco inaspettato. Niente Camerun, Nigeria, Sudafrica, nessun nome delle molte, blasonate, selezioni. La vera novità di questa partecipazione africana è il Togo (Paese di 56.785 km², 5.018.502 abitanti nel 2002) che vuole stupire, anche se le sue ambizioni dovranno fare i conti con delle nazioni come la Francia, la Svizzera e la Corea del Sud. Come dire: bisogna essere realisti e fare altri calcoli. Tra gli uomini da tenere d'occhio oltre ai conosciuti Adebayor, Tchangai e Romao, c'è senza dubbio Kuami Agboh, 28 anni, centrocampista difensivo che vanta una grande esperienza in Europa e nonostante qualche contrattempo, la vetrina dei mondiali di Germania potrebbe essere per lui l'occasione per il grande salto. Talento affermato, attualmente gioca in Belgio nel Beveren. Per il Togo le speranze di un passaggio al secondo turno sono legate alla magia del pallone e del campo, e stesso discorso vale anche per l'Angola (10,8 milioni di abitanti, 1.246.800 km²) le cui vicende calcistiche non sono proprio da prima pagina. Il suo passaggio al secondo turno potrebbe materializzarsi e lasciare a bocca aperta più di un conoscitore. Il suo girone (Messico, Iran, Portogallo) non è irresistibile. Ma tra la sua storia e la realtà di oggi, l'Angola potrebbe davvero creare la sorpresa; la sua federazione, Federaçao Angolana de Futebol, è stata creata nel 1979 ed è affiliata alla Fifa dal 1980. I giocatori più famosi sono Pedro Manuel Torres detto Mantorras, del Benfica, classe 1982, e Fabrice Akwa Maceio, classe 1977, che gioca nel Qatar. Da segnalare André Titi Buengo, classe 1980, attaccante, poco noto al grande pubblico che gioca in Francia nel Clermont.
Un capitolo a parte meritano la Tunisia e la Costa d'Avorio. La Tunisia, squadra esperta e imbottita di giocatori che militano all'estero, ma soprattutto capace di un football molto più vicino all'Europa con alla sua guida Roger Lemerre, vecchia conoscenza del calcio europeo e soprattutto campione d'Europa nel 2000 con la Francia. Nella nutrita pattuglia tunisina all'estero, un nome da segnalare, Issam Jemaa, 22 anni, centrocampista, gioca in Francia nel Lens. La Costa d'Avorio, allenata da Henri Michel, è forse la squadra africana più completa, forte in quasi tutti i suoi reparti, da Jean-Jacques Tizié, il portiere che nei movimenti ricorda N'Kono a Didier Drogba, attaccante del Chelsea, il suo vero condottiero. Tuttavia il girone, seppur non proibitivo, mette già l'Argentina e l'Olanda in prima fila. Occorrerà giocare al 1000 per cento.
Infine il Ghana che punta a ripetere l'exploit del Camerun a Italia'90 anche perché ha nel suo gioco la forza di imporre agli avversari non solo la corsa ma anche una disposizione tattica a centrocampo che potrebbe creare non pochi problemi anche all'Italia. Del Ghana si conosce quasi tutto in quanto avversario dell'Italia, e oltre ai giocatori che militano nel campionato italiano e a Michael Essien del Chelsea, da segnalare Eric Addo, classe 1978, in forza al Psv Eindhoven.
A poche ore dal calcio d'inizio dei mondiali, sulle squadre africane rimangono gli stessi interrogativi, in quanto quattro su cinque sono alla prima partecipazione e del calcio africano si continua a parlare bene, alla luce anche dei talenti che continua a fornire alle squadre europee. I risultati tanto attesi tardano però ad arrivare.
Ovviamente, la vera sfida per l’Africa è dunque quella di entrare tra le prime 8 al mondo. Superare poi gli ottavi e approdare ai quarti sarebbe un biglietto da visita quasi provvidenziale, visto che i prossimi mondiali del 2010 si disputeranno in Sud Africa.