Non solo l’opposizione vuole fare secca la terna

(...) Di invasioni di campo ne fa più che gli ultrà. E Burlando? Il decisore, o meglio il co-decisore? Colui al quale la legge consegna il ruolo decisivo al pari del ministro, che fa? Fa il signore. Ma non il fesso. A domande risponde, ma citando la legge per zittire l’inquilina di Tursi.
Anzi, sembra quasi divertirsi. E se gli si chiede dell’ultima forzatura di Marta che dà per scontato Costa, lui affonda la testa nelle spalle con velocità da moviola, si disegna una smorfia tra naso e mento, poi va in contropiede: «Novità? Sì, Costa ha accettato». Involontaria ironia o colpo di stiletto che sia, Burlando si affretta a precisare: «Ha accettato il confronto pubblico a Palazzo San Giorgio con gli altri due candidati». Inutile porgergli domande precise, citare e ricitare la Vincenzi e le «vincenzate». Il presidente snocciola i passaggi dell’iter che porta alla scelta come fosse un bignami di diritto amministrativo, ma ogni tanto condisce i commi con un «chiunque può fare le interviste e le dichiarazioni che crede», oppure «io appartengo alla categoria di coloro che preferiscono lasciare che il mondo giri, non a quella di chi vorrebbe decidere come farlo girare». Ogni riferimento a fatti e soprattutto a persone concrete, è puramente casuale. Forse.
E nel suo ribadire a ogni occasione quello che prevede la legge per la scelta del successore di Giovanni Novi, Burlando finisce per sottolineare come tanto alla fine conterà più lui di chi, avendo espresso un candidato su tre, dovrebbe aver esaurito il suo compito. «Il ministro dei Trasporti ha chiesto il mio parere - conferma il governatore -. Io incontrerò tutte le forze sociali, economiche, politiche interessate e chiunque voglia dire la sua. Mi farò un’idea e la riferirò al ministro entro il 21-22 dicembre. Poi starà al governo decidere, subito prima di Natale o dopo, chi sarà il nome da proporre alla mia approvazione che, l’ho già detto, arriverà in pochi secondi».
Se sarà Costa, pazienza, sembra voler aggiungere Burlando. Che invece preferisce difendere tutti i tre candidati. Sì, perché gli attacchi arrivano da ogni parte. La stessa sindaco ha detto davanti a un consiglio comunale attonito e a Mario Margini, «campione» indicato dalla Provincia ma anche uomo forte della sua giunta, che «mica si può prendere un assessore e via». Cioè Margini e Merlo (che l’assessore ai Trasporti lo fa nella Regione di Burlando) non avrebbero attributi di valore come il «suo» Paolo Costa. Una dura critica arriva, ma all’indirizzo di tutti e tre i papabili, da Forza Italia. Luigi Morgillo, capogruppo azzurro in Regione, chiede che «qualcuno spieghi quale massima e comprovata competenza professionale - e sottolineo professionale - posseggano i tre designati, a meno che l'essere assessore o essere stato ministro non rappresenti una qualifica professionale». E incalza osservando che i candidati sono in realtà accomunati dal fatto di essere tutti tesserati del Pd con incarichi attualmente operativi. E che la sinistra, meglio il Pd, stia egemonizzando tutte le cariche pubbliche, specie quelle di garanzia.
La battaglia di Morgillo trova sponda nel coordinatore regionale di Forza Italia, Michele Scandroglio, che in accordo con i capigruppo negli enti locali, ha fatto in modo che la discussione sulla terna approdi nei consigli di Comune, Provincia e Regione. Non una semplice questione formale, perché in realtà la voracità del Pd potrebbe finalmente essere a disposizione degli alleati che qualche sassolino dalle scarpe potrebbero toglierselo con la scusa che Forza Italia ha chiesto la discussione. «Il balletto di questi giorni - affonda Scandroglio - appare per quello che è: una lotta intestina al PD tra Burlando e la Vincenzi, per accaparrarsi la poltrona dell'Autorità portuale. Nulla a che vedere con le idee ed i progetti di cui avrebbe bisogno la nostra città».
Anche in questo caso Burlando sceglie la via istituzionale. In consiglio risponderà giovedì, ma ha già fatto sapere che «tutti e tre i candidati hanno le caratteristiche richieste dalla legge. L’ho chiesto al ministro, che ha già fatto le verifiche. Anche il direttore generale del ministero mi ha confermato che sono tutti nomi legittimi e con le qualità necessarie». Una risposta all’opposizione. Che però i dubbi li ha affidati a un comunicato stampa circolato quando Burlando stava già parlando. Il riferimento della risposta a persone e cose già apparse sui giornali nei giorni scorsi, potrebbe essere sempre puramente casuale.