Non solo rose e fiori lungo i vialetti della «Castagna»

Caro Lussana, leggo il servizio apparso sul «nostro» Giornale circa il degrado del Cimitero di Staglieno, cimitero che frequento spesso per ricordare parenti e amici.
Mi associo alle manchevolezze descritte e mi permetto di rendere noto lo stato di vetustà e incuria delle scale a chiocciola, indispensabili per raggiungere le tombe posizionate al 5° e 6° livello nella galleria di san Antonino. Basterebbe un poco di lubrificante per facilitare lo spostamento di quelle in ordine (poche) e un sostanziale intervento sulle altre, bloccate completamente dalla ruggine (anche se provviste di inutili ruote).
Mi riferisco inoltre all’articolo dell’11 settembre intitolato: «Ora il cimitero della Castagna è un paradiso per i visitatori» per aggiungere, alle lodate «tombe nuove» e alle «sistemazioni nelle parti a terra» alcune mie osservazioni un poco meno... entusiastiche.
Per esempio, lo stato del vialetto che sale verso la zona «del Boschetto» si presenta transennato per circa 2 metri di altezza e 2 metri di lunghezza, e questo è l’unico ostacolo contro l’invasione dei cinghiali che pascolano liberamente nella zona. I muri a secco lungo il percorso stanno disgregandosi con vistose cadute di massi che, oltre ad ostacolare il transito, lo rendono pericoloso per chi, come la sottoscritta, si avventura lassù.
I viali sono ricoperti quasi completamente da una coltre spessa di fogliame e detriti vari (ormai sedimentati da anni). Inoltre, lungo il percorso di discesa (nei pressi dei «Colombari superiori»), noto con rammarico che gli stessi sono da anni transennati, con conseguente impossibilità di accesso.
Questo mio scritto non servirà a molto, visto che la situazione da me descritta è ormai vecchia di anni.
Ho sempre in mente una scritta, letta su di una lapide corrosa dal tempo: «Il rispetto per i defunti è la religione del cuore». i vede che questo concetto non è più di moda tra i nostri governanti. Rispettosi ossequi.