«Non sono carina E poi conta di più lavorare bene»

da Roma

Nunzia De Girolamo, ovvero la Carfagna del Sannio...
«Non so perché mi chiamano così! Forse perché il Giornale del Mezzogiorno un po’ di tempo fa fece questo titolo... Non c’è una somiglianza estetica e veniamo da un percorso diverso. Trovo che la Carfagna sia una bellissima ragazza».
E lei?
«Mah, io mi sento normale. Ordinaria».
È la verità?
«Giuro!».
Cosa le piacerebbe che dicessero di lei tra un anno?
«È una parlamentare».
Si sente molto meno carina della Carfagna e il suo percorso qual è?
«Laureata in giurisprudenza e avvocato civilista. Durante la campagna elettorale ho conseguito un dottorato di ricerca all’università del Molise. Sono coordinatrice provinciale dei giovani del Sannio e a ottobre sono stata eletta coordinatore cittadino di Benevento».
Perché ha scelto Forza Italia?
«La scelta è stata per un partito che ha valori liberali. Poi sentii parare Berlusconi a un incontro con i giovani: consigliò di non diventare mestieranti della politica perché la politica è passione. Fu un discorso che mi colpì molto».
E la storia del bigliettino in aula tra lei e il premier, l’altro giorno?
«Il presidente ci vedeva lì da ore, a me e a Gabriella Giammanco, e ci ha scritto che se volevamo potevamo andare a colazione. Abbiamo risposto che per noi era un onore essere lì e gli abbiamo fatto i complimenti per il discorso».
È difficile essere donna in quel palazzo?
«Devi lavorare il doppio per dimostrare quanto vali, ma noi donne lo dobbiamo fare in tutti i campi».
È una matricola un po’ sgobbona?
«Non vedo l’ora che mi assegnino la commissione».
In quale vorrebbe lavorare?
«Affari costituzionali».