«Non sono coraggioso Sulla neve ho paura: per questo sono vivo»

Molti lo considerano il miglior alpinista di sempre. Reinhold Messner ha scalato tutte le quattordici cime che superano gli 8.000 metri. Nato nel 1944 ha effettuato oltre cento spedizioni e 3.500 scalate. Reinhold Messner è mai stato travolto da una valanga?
«No, io non sono mai entrato in una valanga ma una mi ha portato via quarant’anni fa mio fratello minore Günther».
A cinque anni già accompagnava il padre nelle prime ascensioni e poi non si è più fermato. Non ha mai avuto paura?
«Molti credono che io sia un uomo coraggioso ma non è così. Io sono il più pauroso e per questo sono ancora vivo. Nella mia vita sono sempre stato molto cauto nell’affrontate la montagna».
A cosa bisogna stare più attenti?
«Alla neve che prima cade soffice e poi si può trasformare e scendere a valle sotto forma di valanga».
Un fenomeno naturale. E le responsabilità?
«Se uno sciatore si trova su piste battute la responsabilità della sicurezza è di chi si assume l’onere di gestire gli impianti. Sulle piste il pericolo più grande non nasce dalle valanghe ma dalla folle velocità degli sciatori. Molti giovani vengono giù come matti con in corpo due bicchieri di grappa che hanno magari bevuto proprio per farsi coraggio e affrontare una discesa impegnativa. Poi però non sono in grado di controllare gli sci e vanno a sbattere».
Cosa si può fare per difendersi?
«Gli sciatori “tranquilli” possono fare ben poco, non hanno certo gli occhi anche dietro. Dovrebbero cambiare le regole: ad esempio andrebbe vietato il consumo di superalcolici. Chi scia non deve eccedere nel bere, come quando si guida l’automobile».
Tornando al problema valanghe...
«Negli ultimi vent’anni sciare è diventato molto più pericoloso. Se da una parte ci sono scuole valide come quelle del Cai dall’altra ci sono anche tanti che si avventurano inesperti, anche con le ciaspole, credendo di fare solo una “passeggiata”».
E lo scialpinismo?
«Il numero di persone che si dedicano a questa pratica in zone selvagge raddoppia di anno in anno. Le responsabilità in caso d’incidente? Se si commette un errore non serve un giudice per decidere la pena perché si paga subito e con la vita».