«Non sono un eroe, ho fatto solo mio dovere»

«Abbiamo intimato l’alt, ma loro hanno sparato subito»

«Mi sono sentito come un carabiniere che fa il proprio dovere». Sono queste le prime parole di Francesco Castronovo, 28 anni il prossimo 25 maggio, ricoverato al Sacco dopo essere rimasto ferito ieri sera durante la rapina a Cusano. È stato operato l’altra notte: l'intervento è perfettamente riuscito e i medici hanno estratto un proiettile dal fianco. Per i medici è fuori pericolo: sorride dietro i lunghi baffi un po' anni Settanta, una maglietta grigia a mezze maniche, sul braccio destro i segni delle flebo. Al capezzale del carabiniere, originario di Matera e che vive in caserma, la fidanzata milanese e la madre della ragazza. Alla spicciolata arrivano il comandante e i colleghi della stazione, il compagno di pattuglia rimasto illeso e generali Gianfrancesco Siazzu, comandante interregionale, e Antonio Girone, comandante regionale, e il colonnello Enzo Bernardini, comandante provinciale.
«Eravamo di pattuglia, quando siamo passati davanti al supermercato ci siamo accorti che era in corso una rapina - racconta il carabiniere -. Abbiamo visto i due rapinatori con il passamontagna: abbiamo intimato l'alt, ma uno dei due si è messo a spararci addosso. Ci siamo subito preoccupati di mettere in sicurezza la zona, davanti al supermercato era pieno di gente, poi abbiamo risposto al fuoco. Il primo rapinatore si è subito accasciato a terra, l'altro ha tentato di fuggire continuando a sparare - ha proseguito il militare -. Mi ha colpito al fianco destro, poi ha rapinato un'auto a una coppia di anziani, si è messo alla guida ma si è subito schiantato contro la cancellata di un condominio. Come mi sono sentito quando sono stato colpito? Come un carabiniere che fa il proprio dovere».