«Non sono innamorata dei nomadi, provo a gestirli»

La Moioli risponde al Carroccio: «Una piaga che abbiamo ereditato. Ma ora che sono al governo ci aiutino». Aria di rimpasto in Comune

«Sia chiaro, anch’io non sono innamorata dei rom...». Mariolina Moioli, l’assessore alle Politiche sociali chiamata in causa dal leghista Matteo Salvini per il patto di legalità lanciato al campo nomadi di via Triboniano («se ci ripropone i suoi patti noi le portiamo i nostri 100mila voti, che sono 100mila no», assicura il capogruppo del Carroccio) difende il suo operato. E ribadisce che quello dei campi rom è «un grave problema ereditato dalla nostra giunta, i primi sono del 1980. Cerco di gestire una piaga che per essere governata ha bisogno di un forte gioco di squadra tra enti locali, Regione e governo». Un problema «aggravato ulteriormente dalla cittadinanza Ue ai romeni dal primo gennaio 2007, dal fatto che il governo non ha concesso la moratoria, non ci ha dato risposte sulla programmazione delle presenze». In queste condizioni, «ho cercato di fare il possibile per integrare chi è nei campi regolari del Comune e ha la cittadinanza italiana». Salvini vuole che il sindaco Moratti spazzi via i campi rom entro tre anni, «sarei più contenta di lui - concorda la Moioli - ma in assenza di norme e non avendo ancora un prefetto con poteri speciali per l’emergenza rom, finora è stato difficile. Se Salvini sarà al governo potrà aiutarci, sarà molto utile che a Roma ci siano persone che hanno vissuto con noi questa emergenza». E ribadisce che il sindaco «sta cercando di trovare soluzioni per incentivare i rimpatri, anche Salvini si troverà d’accordo».
Il vicesindaco Riccardo De Corato fa presente che il «buon risultato ottenuto dalla Lega alle Politiche si deve anche all’azione di governo del sindaco Moratti, quel “modello Milano“ basato su meno tasse e più servizi e alla capacità di aver posto per primi la questione della sicurezza nelle città». È convinto che il boom della Lega non peserà sul rimpasto in vista per la squadra della Moratti, anche in chiave Expo: «La Lega non ha mai chiesto poltrone, semmai ha sempre posto l’attenzione sulle questioni politiche». E Salvini ieri ha escluso che la Lega intenda chiedere più assessori, ma è tornato a criticare «alcuni assessorati di cui, dopo due anni, non ho ancora capito l’utilità», indicando quelli di Luigi Rossi Bernardi, Ombretta Colli e Andrea Mascaretti. Rossi Bernardi peraltro sarebbe già dato in uscita dalla giunta, verso un ruolo nel comitato Expo, e anche la Colli, eletta al Senato, dovrebbe lasciare l’incarico. Ma è secca la sua replica a Salvini: «Stupisce - afferma la Colli - che un politico ormai navigato come lui continui a pensare che la politica migliore sia quella di chi urla più forte e denigra i colleghi». L’assessore Giovanni Terzi, capodelegazione di Fi in giunta, precisa che «la preparazione dell’Expo nei prossimi anni richiederà molto impegno, ma gli eletti sceglieranno secondo coscienza se tenere doppi incarichi, il partito non darà regole». An, riferisce il capogruppo Carlo Fidanza, «non ha mai spinto per il rimpasto. Credo invece che la città si aspetti dalla Moratti e dalla maggioranza, Lega inclusa, un cambio di passo decisivo. Sarà il sindaco a valutare se per ottenerlo la squadra debba essere rafforzata».