«Ma non sono stato io a ucciderlo»

Paola Fucilieri

Non perde mai la calma. Guardia particolare giurata assunta - con un regolare contratto di collaborazione - per riorganizzare la portineria e il sistema di sicurezza (il primo marzo ne sarebbe diventato lui responsabile) e relativa ritenuta d’acconto (non in nero e non in contrasto con il parallelo impiego in un’istituto di sicurezza, quindi) da uno dei principali proprietari e gestori dei monolocali dell’ex residence di via Cavezzali 11, Pasquale V. sa di essere stato «solo» denunciato a piede libero per omicidio colposo (e nemmeno sospeso dal servizio) perché, sostiene, ha «semplicemente detto la verità».
E continua. «Non potrei certo ancora giurarlo, lo stabilirà con certezza domani (oggi per chi legge) solo l’autopsia. Ma credo che il marocchino non sia morto per il colpo della mia calibro 9 partito accidentalmente mentre cercavo di riprendergli l’arma che mi aveva appena sfilato dalla fondina. Quel colpo, partito dal basso verso l’alto - dopo che lo straniero mi ha aggredito all’improvviso e in preda ai fumi dell’alcool (non si poteva avvicinarlo!) - lo ha preso alla spalla sinistra e il proiettile si è conficcato nel muro dietro l’immigrato che, nonostante tutto quello che è stato scritto e detto, non è mai caduto a terra in quel momento, non è morto subito. Eravamo finiti nell’atrio dopo che lo avevo bloccato per avermi aggredito in portineria, insultandomi a più riprese e tentando di strapparmi la pistola dalla fondina inaspettatamente, mentre ero in attesa di partecipare a una riunione. Solo lì, nell’atrio - davanti al testimone oculare dell’accaduto, Ottavio C., l’uomo delle pulizie che, nel frattempo, avevo pregato di avvertire il 113, - l’immigrato mi ha sottratto la pistola, approfittando della giacca aperta. Io allora, gli ho preso le mani, unendole, ma la canna della pistola era rivolta verso di lui. Partito lo sparo, il grilletto l’ha tirato lui!, l’extracomunitario mi ha sorriso e se n’è andato sulle sue gambe, attraversando l’atrio tant’è che io ero convinto che il colpo fosse andato a vuoto: i colpi mortali fanno veri e propri laghi di sangue. Non appena mi ha voltato le spalle per raggiungere la scala che porta al giardino, ho visto 4-5 macchioline di sangue cadere sul pavimento dalla spalla. Lui intanto si è appoggiato alla ringhiera alla sua destra per scendere i gradini e, al quarto, è caduto dalla parte sinistra, sbattendo la nuca violentemente, come ha rilevato il medico legale».