«Non sono straniero, non ho cani» Così Giancarlo fa il pieno di spiccioli

Questa è la storia di Giancarlo, un povero diverso da tutti gli altri. Diverso dal solito. Lo si può trovare generalmente sotto i portici di Piazza De Ferrari, nella zona del Palazzo della Borsa. Compostamente seduto, vestiti tutto sommato in ordine, nessun cane, nessuno strumento musicale, ma una assoluta novità: alcuni cartelli con scritte molto particolari: «Mendicante qualificato/Riceve senza appuntamento/Grazie». Oppure: «Non mi metto in ginocchio perché soffro di reumatismi/ Che vita!», ma soprattutto questo: «Sfigatissimo/ Non so suonare/ Non ho cani/ E sono italiano». Tutti i cartelli sono corredati di varie faccette sorridenti. Sorriso che spesso nasce anche nei passanti. Alcuni si voltano a guardarlo e Giancarlo subito ricambia con un muto sorriso.
È un po' restio a parlare ma poi spiega: «Non sono di Genova, anche se sono italiano. Sono arrivato qui da non molto. Ho vari problemi e mi sono messo a fare il mendicante, come ho scritto. Subito la gente non si fermava, perché non facevo pena. Ma siccome sono un genio, ho inventato questi cartelli. E le persone ora si fermano...». E mostra un sacchetto pieno di monetine. «Per la notte sono a posto - continua - e pure di giorno non mi lamento. Per ora sto qua: non do fastidio a nessuno...». Singolare, si diceva, il suo cartello che elenca il suo essere «sfigatissimo». Tra le varie motivazioni anche l'essere italiano. Pare quasi che un italiano abbia meno armi a disposizioni: quella dell'accusa di razzismo, ad esempio. O quella di dover mantenere una famiglia lontana, oppure quella di non sapere a chi rivolgersi per l'assistenza, né quella di essere appena arrivato da chissà dove.
Motivazioni, queste, che potrebbero essere benissimo messe in contestazione anche per un mendicante straniero, ma la gente spesso ha fretta e non vuole attaccare polemica, oppure, se lo fa, scattano solo gli improperi (e sovente, non da una parte sola). Una storia diversa dalle altre. Ad esempio da quella di una ragazza dell'Est con passeggino, stazionante nella zona di Piazza Campetto, che qualche giorno fa domandava soldi per dare da mangiare al suo piccolo. A chi le indicava la presenza di una mensa della Caritas non molto lontano lei rispondeva: «E perché dovrei fare la fatica di andare fin là quando stando qui, senza nulla fare, ricevo ugualmente i soldi che mi servono?».