«Non sparai a Giuliani» E la sinistra va all’assalto per l’inchiesta sul G8

Parla Placanica, l’ex militare coinvolto nella tragedia di Genova: «Mirai in aria». Faccia a faccia in tv con il padre del «no global»

da Genova

Faccia a faccia. Il padre del «no global» morto a Genova cinque anni fa e il carabiniere che ha sparato. Giuliano Giuliani e Mario Placanica sono ospiti di Primo Piano, la trasmissione di approfondimento del Tg3. È la prima volta che i due s’incontrano. Tutto avviene dopo che Placanica ha raccontato a un giornale calabrese la sua verità. «Signor Giuliani mi creda. Ho sparato in aria. Non mi sento responsabile per la morte di suo figlio Carlo». Il succo è tutto qui. Il carabiniere fa capire che lui non si è reso conto di quanto è successo. Si sente un capro espiatorio. Forse qualcun altro, fuori dalla camionetta, ha sparato. Il padre che un po’ ci crede e un po’ no. Non ha voglia di perdonare. E crede nella sua verità: «Voglio sapere se oltre ai tre carabinieri in quella camionetta c’era anche un graduato e un ufficiale». Dubbi, sospetti, e tutto il mito di quel G8. Ma nessun chiarimento. L’unica cosa che cambia è il ruolo di Placanica: per il movimento no global prima era un carnefice, ora è quasi una vittima del sistema.
Quando persino i periti balistici dicevano che Mario Placanica aveva sparato in aria e non aveva mirato alla testa di Carlo Giuliani, tutto il mondo no global e la sinistra insorgevano al grido di «Verità su Genova». Per gli stessi magistrati che avevano portato avanti l’inchiesta c’erano solo insulti e sberleffi. Ora lo stesso ex carabiniere ausiliario ferito e assediato in una jeep durante gli scontri del G8 del luglio 2001, ripete quella che ormai anche i processi hanno accettato come verità storica: «Quel giorno ho sparato in aria», insiste Mario Placanica in un’intervista a Calabria Ora. E stavolta la sinistra lo applaude, lo usa come esempio, prova a farne un grimaldello per aprirsi un varco in Parlamento e ottenere la tanto invocata commissione d’inchiesta sul G8. Addirittura Haidi Giuliani, la mamma di Carlo, chiede ora protezione per l’ex carabiniere perché «già in passato ha subito uno strano incidente».
Servizi deviati e complotti occulti per tappare la bocca a chi non ha detto sostanzialmente qualcosa di nuovo. È il filo conduttore delle dichiarazioni che piovono da sinistra. Vittorio Agnoletto, già portavoce del Genoa Social Forum durante il G8 e oggi europarlamentare di Rifondazione, va oltre e traduce a modo suo le parole dell’ex carabiniere. «Chi ha sparato davvero a Carlo Giuliani, se Placanica dichiara di essere un capro espiatorio?», insiste escludendo l’ipotesi che il colpo in aria possa essere stato davvero deviato come dimostrato dai filmati e dalle perizie. In realtà forse le uniche novità contenute nell’intervista sono le accuse del giovane calabrese congedato dall’Arma ai suoi ex commilitoni che al rientro in caserma lo avevano «festeggiato» per aver ucciso Giuliani, gridandogli «Benvenuto tra gli assassini» e cantando canzoni anche sul giovane morto in piazza Alimonda. Una situazione che Giuliano Giuliani, padre di Carlo, definisce «disgustosa ironia» sul figlio. In realtà dallo stesso Giuliano Giuliani arriva però una doccia fredda sulla «nuova verità» che sarebbe stata detta da Placanica: «Non è vero che ha sparato in alto - replica il padre di Carlo - Il filmato e il medico legale Salvi hanno confermato che la canna della pistola era orizzontale al momento dello sparo. Ma nel caso, ne dubito, che non l'abbia ucciso lui, significa che c'era qualcun altro sulla jeep dei carabinieri, forse un ufficiale».
Per una sinistra radicale compatta nel chiedere la commissione d’inchiesta sul G8 ci sono però molte prese di posizione diametralmente opposte da parte di altri partiti. L’Italia dei Valori è contraria. E la Rosa nel Pugno rafforza le fila dei dissidenti del centrosinistra. Secco rifiuto dell’Udc, per bocca di Pierferdinando Casini.