Non uno, ma tanti musei: ognuno uno scrigno di tesori

Non uno ma tanti musei prestigiosi nei Musei Vaticani, in cui magnificenza degli ambienti e bellezza delle opere si integrano in una sintesi mirabile. Oltre alla Cappella Sistina, meritano una sosta la Galleria delle Carte Geografiche, 40 carte delle regioni d’Italia del geografo cinquecentesco Ignazio Danti; la Cappella Niccolina, decorata con le storie di Santo Stefano dal Beato Angelico insieme a Benozzo Gozzoli; le stanze segrete dell’appartamento Borgia del Pinturicchio; la Biblioteca Apostolica con le splendide sale edificate da Domenico Fontana per Sisto V e affrescate da Cesare Nebbia e Giovanni Guerra. E le Stanze di Raffaello: la Sala di Costantino, la Stanza di Eliodoro, la Stanza della Segnatura e l’Incendio di Borgo, realizzate dal maestro e dai suoi aiuti fra il 1508 e il 1524 nell’appartamento privato di Giulio II, distruggendo però i dipinti preesistenti di Piero della Francesca, Bartolomeo della Gatta e Luca Signorelli. Fanno parte del Museo Pio-Clementino le sculture esposte nel giardino del Belvedere dal cardinale Giuliano della Rovere, poi papa Giulio II. Il «Laocoonte», il celeberrimo «Apollo del Belvedere», il «Torso del Belvedere», la «Venere Cnidia». Il Braccio Nuovo, voluto da Pio VII e progettato da Raffaele Stern dopo la restituzione delle sculture «deportate» a Parigi da Napoleone, è un altro scrigno. E se la Pinacoteca, la nuova sede voluta da Pio XI è del 1932, è nota per i dipinti e gli arazzi che vanno dall’XI al XIX secolo, pochi sanno che dal 1973, auspice Paolo VI, esiste una Collezione d’Arte Religiosa Moderna di oltre seicento pezzi di pittura, scultura e grafica. Si va da Van Gogh a Boccioni a Morandi, alla produzione internazionale e degli anni ’60. \