«Non temo la fatica La vera incognita? Il pubblico in studio»

Lamberto Sposini punta su autorevolezza e meno gossip

Lamberto Sposini: come sarà la sua La Vita in diretta?
«Ci sarà molta cronaca e meno gossip».
Meno o niente?
«Meno. Non sono contrario alle notizie leggere. Anzi. Del resto il Tg 5, di cui ero vicedirettore, è stato il primo telegiornale ad aprire alcune edizioni con le notizie che interessano davvero la gente: il maltempo, la vittoria della Ferrari in Formula uno. Ben venga dunque il gossip, fatto in maniera elegante. E ben venga anche la politica».
Non teme che la gente fatichi a dimenticare la conduzione Cucuzza?
«Spero di no. Certo Michele ha lasciato un’impronta, con la sua capacità di passare con disinvoltura dalla cronaca nera alla rosa, senza risultare mai inopportuno. Gli faccio un grande in bocca al lupo per Uno mattina, soprattutto per quel che riguarda gli orari. Nella prima edizione, quella dell’85-86, conduttori Piero Badaloni ed Elisabetta Gardini, curavo la parte giornalistica con Tiziana Ferrario. Ne sono uscito provato fisicamente per le alzatacce. Sono come un motore diesel. Fatico a carburare la mattina, rendo al massimo di pomeriggio e la sera. E mi piace tirar tardi spesso, per lavoro o divertimento».
La vita in diretta è perfetta per il suo bioritmo. Però è un programma faticoso: due ore e trenta quotidiane. Si sta allenando fisicamente?
«Si... a tavola. Scherzi a parte, la cosa non mi preoccupa. Il fisico dovrebbe reggere. Piuttosto sono curioso di capire come reagirò al pubblico in studio. È la prima volta che mi capita di averlo».
Con quali armi conquisterà il telespettatore del pomeriggio?
«Spero con la mia autorevolezza giornalistica. Ma non sarà una conduzione solo seriosa, la mia. Quando è possibile, mi divertirò anche a fare battute».
Vestirà casual o elegante?
«In tv non vesto mai sportivo. Questione di rispetto nei confronti del pubblico. Indosserò dei completi: l’idea è quella di mettere sempre abiti della stessa foggia, della stessa tinta: blu o nero e camicia bianca».
In effetti le Iene di Italia Uno, tutte vestite di nero, hanno fatto scuola. Ma sinceramente: dopo l’addio al Tg 5, in questi due anni le è mancato il video?
«No, perché fortunatamente, non avendo problemi di autostima, vivo benissimo anche senza apparire. L’importante per me era continuare a lavorare: cosa che ho fatto per Odeon tv e Telenorba. La cosa strana è che in questi due anni la gente che mi incontrava per strada era convinta che stessi conducendo ancora il Tg 5».
Rinuncerebbe a qualche punto d’ascolto per un unanime giudizio positivo della critica tv su La Vita in diretta?
«No. La televisione è un prodotto commerciale. Si deve vendere. Il pubblico è l’unico padrone. Se la gente non ti vede vuol dire che hai fallito l’ obiettivo».\