Non toccateci i Santoro: per noi sono una manna

Carissimo Granzotto, che si tratti di «Ballarò», di «Primo Piano» o «Annozero» e chi più ne ha più ne metta, in Rai tutti, ripeto tutti, i cosiddetti programmi di «approfondimento» sono sempre stati condotti da esponenti della falange sinistroide, pur con tutte le sfumature del caso. Ora, in quanto perfetto qualunquista che paga il canone, aggiungo che sarei ben lieto di assistere a un pluralismo informativo garantitomi dalla messa in onda (in prima serata) di una trasmissione condotta con sguardo da destra. Come vede, non pretendo la tanto stucchevole par condicio. Sono destinato a rimanere un pio illuso?
Paolo Martini e-mail


Sissignore. Se lei, caro Martini, spera in una trasmissione «di destra» sul calco di quelle «di sinistra» modello Ballarò, Annozero, l’Infedele e compagnia cantando, resterà illuso. Lo sa o non lo sa che quelli di sinistra sono antropologicamente diversi? Lo dicono loro e c’è da credergli. La diversità antropologica risiede in una carica di odio, astio, ripugnanza, disprezzo, livore, rancore, intolleranza e stizza nei confronti dell’avversario politico/ideologico, ritenuto un nemico, un bruto, uno sciagurato mascalzone da abbattere - qui, ora, subito - con un metaforico colpo alla nuca. Requisiti, virtù che mancano al liberale, all’uomo di destra. Per il quale un avversario è un avversario, non una quaglia da impallinare al volo. E poi, onestamente, dove lo trova, a destra, uno che in diretta ti fa, come ha fatto Santoro: «Stai tranquillo, Marco, sei nel cuore del pubblico e non hai niente da temere» o, sempre rivolto al Marco in questione: «Mi sento vivo anche perché sei tu qui e hai il tuo microfono»? Creda, caro Martini: lo sfidare, così, a petto in fuori, il ridicolo è faccenda antropologicamente propria alla sinistra. Hanno una pratica che viene da lontano, come quella volta che si misero in coro a sostenere - ricorda? - che l’Urss era il paradiso dei lavoratori. La bava alla bocca, ecco. Metaforica e non. Quella manca all’ipotetico Conduttore di Destra. E senza quella lo spettacolo vien meno: non si urla, non si strabuzzano gli occhi e per dirla in due parole non si buca il teleschermo. Oggi il teleschermo lo bucano, nell’ordine: le (pur apprezzabili) tette delle duecento, duecentocinquantamila veline in servizio permanente effettivo e i Santori con la bava alla bocca. Punto.
La cosa non le va giù, caro Martini? Se è perché i Santori le fanno venire l’orticaria, presto detto: cambi canale. Se invece le scoccia che stiano in tivù da mane a sera a erudire il pupo, si ricreda. I risultati delle elezioni di aprile dimostrano, al di là di ogni ragionevole dubbio, che i Santori tutto fumo, sono. E niente arrosto. Non uno, uno che sia uno dei progressisti in fuga sono riusciti ad artigliare. Non uno hanno convinto che a sinistra è meglio. E siccome più che una fuga si è trattato di fugone, hai voglia essere vivi perché c’è Marco col suo microfono. Pertanto, caro Martini, non s’affligga: lasci che i Santori facciano i Santori che per noi va bene così. Va alla grande.