«Non tornerò più a fare il dirigente»

Tony Damascelli

nostro inviato a Torino

C’è una sola cosa stonata: una spruzzata d’acqua nel bicchiere di Dolcetto di Ovada. Per il resto Fabio Capello è un friulano bisiaco di quelli veraci e tosti, con gli spigoli al posto giusto, senza riverenze o carezze per chi gli sta davanti: «Non ho amici perché non mi interessa averne, nel calcio ovviamente. Amo la vita per gli interessi che questa mi offre, la mia famiglia, l’arte, la pesca, il mare (ieri era a Trapani per la coppa America, ndr), i viaggi». Il solito, abbondante, come le squadre sue, dovunque e comunque don Fabio si esprima, Italia o Spagna, Roma o Milano, Madrid o Torino. Questo dice il suo passaporto che anche passe par tout, «cossa ga vinto?» mormorava Nereo Rocco quando voleva (...)