«Per non tradire Berlusconi rinuncio persino alla Casa Bianca»

Primo: «Conosco bene i suoi gusti: so cosa vuole il premier da me». Secondo: «Ama i risotti e le minestre rustiche, la carne rossa come la chianina, ma solo due volte la settimana. Mai seguito diete». Dolce: «Se gli succede di ritardare a tavola, viene in cucina a scusarsi, ringrazia sempre, apprezza il lavoro ben fatto». Michele Persechini ha 42 anni, è di Sant’Elia, provincia di Frosinone, e dal 1987 è il cuoco personale di Silvio Berlusconi. Ed è l’unico che sa prenderlo per la gola.
Come si diventa chef dei potenti?
«Nel mio caso facendosi trovare al posto giusto nel momento giusto. Avevo un locale a Parigi, Silvio Berlusconi inaugurava La Cinq, cercava un cuoco italiano per una cena, mi contattò. Da allora sono passati quasi vent’anni. Penso di essergli piaciuto...»
Perché solo uomini chef?
«Perché cucinare è un lavoro troppo duro per una donna...».
Tranne nel caso di...?
«Nadia Santini, vicentina: è la miglior cuoca del mondo, la Van Basten dei fornelli».
E Vissani?
«Be’, lui è Gattuso...».
Il cuoco più grande di sempre?
«George Auguste Escoffier, francese, visse tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, una specie di dio. Il Renoir della cucina».
Primo comandamento di un cuoco...
«L’igiene personale prima di tutto».
...e il secondo.
«Entrare in cucina è come entrare in convento: si sa quando si entra, mai quando si esce».
La soddisfazione più grande.
«Bush mi voleva rapire. Ma io non tradirei il premier nemmeno per la Casa Bianca».
Il boccone più amaro.
«A Istanbul avevo preparato una cena per 400 persone per festeggiare la coppa Campioni. Passò la fame pure a me».
Quanti piatti l’anno?
«Trenta al giorno, quasi 11mila l’anno. Sa, il presidente non mangia mai da solo».
Come nasce un piatto?
«Anche per caso. Vado al mercato, vedo una bella zucca e mi dico, però, quasi quasi... il segreto è usare sempre prodotti di stagione».
Cosa rende un piatto unico?
«Unica è l’Italia, unici sono i prodotti della nostra terra. I piatti sono una conseguenza».
Il suo preferito...?
«Un bello stracotto di carne».
...e il suo migliore?
«Su primi e dolci non mi batte nessuno».
Un piatto che ha invidiato.
«Un soufflé d’astice favoloso preparato da un ragazzino francese. Delicato e gustoso al tempo stesso. Mi sono complimentato di persona. Cavoli che bravo...».
Il potente più facile da accontentare.
«Aznar. Mi diceva: ogni volta che vengo in Italia sogno le sue pennette tricolori».
Il più esigente?
«Joschka Fischer. Non perché difficile, ma perché vegetariano».
Chi mangia peggio tra i grandi?
«Peggio vedere Chirac accompagnare i cibi sempre e solo con la birra...»
Se vuol far felice il premier lei gli prepara...
«Rigatoni alla norma, ossobuco alla milanese e gelato fiordilatte con torta di mele».
...guai invece a fargli solo vedere...?
«Aglio e cipolla. Dice: parlo sempre in pubblico, per rispetto degli altri non posso mangiarli»
La tenta di più un piatto come dio comanda o una top model?
«Preparo un bel piatto per la top e poi vediamo come va a finire...»
Si mangia più con la testa, con lo stomaco o con il cuore?
«Solo con il cuore».
Ma i cuochi cosa mangiano?
«Mangiano scombinati. Il mio pranzo è spesso pane bruschettato con peperoncino e olio d’oliva».
Ci regali una ricettina
«Guanciale soffritto, scalogno, radicchio lasciato brasare, bagnato con vino rosso e uno spaghettino al dente spolverato da parmigiano. Fidatevi, mangerete da re...»