NON È TUTTO UN MAGNA MAGNA

Prima, il retroscena: in questi giorni, ci sono esponenti di Forza Italia che mi chiamano perchè diamo troppo spazio alle critiche interne e ce ne sono altri che mi chiamano perchè ne diamo troppo poco. Segno che probabilmente, diamo il giusto spazio.
Poi, la premessa metodologica, dedicata a tutti: su queste pagine, come sempre, diamo spazio a ogni opinione, anche a quelle che non condividiamo. A due condizioni: che non ci si nasconda dietro l’anonimato e che si rispettino le regole della buona educazione. Dissentire da una linea politica ci sta, insultare liberamente no. E così continueremo a fare, anche perchè siamo convinti che il dibattito e il confronto arricchiscano, mentre i soliloqui non servono nemmeno ai loro autori.
Non credo ai giornali super partes, per autodefinizione. Spesso sono quelli più faziosi. Noi siamo sempre di parte, nel senso che mettiamo i piedi nel piatto, non nascondiamo le nostre opinioni e facciamo una scelta di campo. Non abbiamo paura a dire che il campo che preferiamo è quello di Silvio Berlusconi, che lo riteniamo più credibile e ideale per provare a cambiare l’Italia. Quindi, ci stanno a cuore le sorti del Pdl e di Forza Italia. Li critichiamo quando ci deludono e li elogiamo quando pensiamo che se lo meritino. Credo che sia l’abc del comportamento che ci aspettiamo dagli amici e che riserviamo agli amici.
Quindi - pur avendo pubblicato molte critiche al «patto della trattoria» e ai vertici regionali azzurri - dico sinceramente che le condivido poco o nulla. Il fatto che tutti i parlamentari liguri del Pdl si ritrovino a cena a Roma per «fare lobby» e studiare le strategie per portare a casa i migliori risultati per la nostra regione, inserendosi con un gioco di squadra nelle partite legislative in corso (ad esempio, lavorando su emendamenti comuni per inserire provvedimenti utili alla Liguria nelle leggi in discussione), non mi sembra propriamente un magna magna. Anzi, secondo me quella di Scandroglio è un’ottima idea. Michele avrà altri difetti. Ma quello della trattoria no.
Per quanto riguarda le obiezioni sulla guida azzurra, invece, bisogna partire da un elemento. Forza Italia è un partito che, negli ultimi anni, si sta radicando sempre più nel territorio e occorre renderne grande merito a Sandro Bondi prima e a Denis Verdini ora, coordinatori a cui lavorare sul territorio non ha mai fatto schifo, anzi. E, a livello ligure e genovese - dove abbiamo la fortuna di avere uno dei leader nazionali del partito come Claudio Scajola, che si sta confermando ottimo ministro fin dalle prime mosse - occorre dare atto a Michele Scandroglio e Roberto Cassinelli di avere lavorato bene, appianando molti contrasti al vertice e facendosi vedere sul territorio. Poi, certo, ognuno ha il suo carattere, Michele spesso ha parole di cartavetrata e Roberto parole di miele.
Ma, per l’appunto, sono questioni caratteriali. Che, certo, possono essere appianate con il dialogo. (...)