«Non vado con Fini Ma in questo Pdl qualcosa va cambiato»

«Pronto? Sono Gabriele Albertini. Io non sono finiano. Chiaro? Non sono finiano». Squilla presto il telefono. L’onorevole ed ex sindaco ha già letto il Giornale e assicura di essere «inc... come una belva».
Onorevole Albertini, le sue interviste sembrano lasciar pochi dubbi.
«Quella dei giornali è propaganda sballata. Solo un malinteso».
Che lei sia passato con i finiani, c’è scritto anche nella sua biografia wikipedia, l’enciclopedia on line. Con tanto di data: il 6 agosto.
«L’hanno fatto a mia insaputa. Ho già dato disposizioni per farlo cancellare».
Perché è tanto, diciamo così, adirato? Le interviste le ha rilasciate lei.
«Voglio sapere se in questo Paese è ancora possibile dire quello che si pensa senza essere accusati di tradimento».
Lei ha detto a «Repubblica» che «Berlusconi ha costruito un partito dove ciò che piace al principe ha vigore di legge».
«Il capo mi ha chiamato».
Il capo?
«Berlusconi».
E cosa le ha detto?
«Che vorrebbe incontrarmi».
E lei?
«Che sto partendo per le vacanze, se ne riparla a fine mese».
Le ha detto che lascia il partito?
«Io non lascio il partito. Mi sono iscritto e ci resto, sostenendo le sue ragioni».
Avrà detto a Berlusconi quello che non le piace.
«Certo. Almeno tre cose».
La prima?
«Nel Pdl non c’è un codice etico. E ci vuole».
Poi?
«Non c’è democrazia interna, non si discute di nulla».
La terza?
«Il ceto dirigente è nominato e non eletto. E questo non va bene».
Quello che dice Fini.
«Il fatto che io sia d’accordo con Fini, non vuol assolutamente dire che lascio il partito e voglia seguirlo».
Perché?
«Perché su altri temi non sono assolutamente d’accordo con lui».
Per esempio?
«Sul federalismo. È assurdo che ogni anno 54 miliardi di euro prodotti nelle sole cinque regioni che hanno un reddito pro capite superiore ai 25mila euro, finiscano nel grande calderone. Il sacco del Nord, il bel saggio di Luca Ricolfi».
Altro che non le piace di Fini?
«L’immigrazione può essere una ricchezza, ma credo che per dare il voto agli extracomunitari sia ancora un po’ presto».
E Berlusconi cosa le ha risposto?
«Che non pensa assolutamente che io abbia fatto un salto dall’altra parte».
Le sue critiche al Pdl sono pesanti.
«Sono argomenti di riflessione. Il pensiero di un uomo che ragiona con la sua testa. Non intruppabile».
Dicono che lei abbia attaccato Berlusconi e la Moratti solo per farsi notare.
«Non mi interessa certo essere notato. Voglio solo essere uno che dice la verità».
E la verità qual è?
«L’ho detto: codice etico, democrazia interna e scelta della classe dirigente».
Da dove si comincia a cambiare?
«Magari col dire che un partito del 40 per cento è il caso che faccia un congresso».
Lo dica.
«L’ho detto, ma sembra che sia proibito. Si viene subito accusati di essere finiani e traditori».
Lo dica anche a Berlusconi.
«Con Berlusconi ci vedremo a fine agosto».
Non passa con Fini?
«Non passo con Fini».