«Non vendere case a immigrati» In Municipio scoppia la bagarre

Un botta e risposta. Uno-due e le danze sono aperte. Anzi, la danza del fuoco nel caso della riunione di venerdì sera del Municipio Centro-est che ancora prima di partire si è incendiata con uno scambio di battute tra il consigliere «verde» Vincenzo Lagomarsino e il leghista (con una storica militanza nel Msi) Giannalberto Conte. Il primo passo è di Lagomarsino che dall'opposizione non ha dubbi su chi debbano ricadere le colpe del conflitto che si è instaurato in città intorno alla futura moschea: «Consigliere Conte, tragga le doverose conseguenze dalla situazione che solo lei ha contribuito a creare e rassegni le sue dimissioni». Non si scompone il consigliere del carroccio, finito nelle cronache dei giornali per il famoso lancio di volantini durante il consiglio comunale dedicato alla moschea lo scorso 3 marzo: «se c'è qualcuno che si deve dimettere sono il sindaco, la giunta e i consiglieri che li appoggiano».
Il secondo round vede all'attacco Conte con una espressione di sentimento che fa schizzare in piedi tutta l'ala sinistra dell'emiciclo sulla questione del degrado della Commenda di Pré (indicata tra l'altro come possibile sede della moschea, prima del Lagaccio). Degrado dovuto «alla presenza di africani e sudamericani molti dei quali spacciano droga, abbandonano bottiglie per strada e orinano contro la cancellata della chiesa stessa che in alcuni punti è addirittura corrosa dall'urina». È, questo, il risultato di «decenni di amministrazione di sinistra della nostra città e della sua cultura del perbenismo e buonismo ipocrita», spiega Conte che, tra gli insulti della minoranza («xenofobo, razzista!»), propone di «vietare la vendita e la locazione di immobili a cittadini extracomunitari». È a questo punto che cambiano le danze, ma non la musica. Perché se Lagomarsino propone una mozione (che tra l'altro vede favorevole o astenuta la maggioranza di centrodestra) sui lavori della giunta, Simone Torretta (Ulivo) presenta un documento collegato alla mozione di Lagomarsino per «aprire un ampio dibattito sull'ipotesi di insediamento al Lagaccio della Moschea» considerandola «l'occasione per un forte cambiamento di politica nel quartiere». Un vero e proprio blitz dell'opposizione. «Un escamotage inammissibile per aprire una nuova discussione sulla moschea e stuzzicare il centrodestra che, come è noto, in consiglio comunale si è diviso», secondo il capogruppo di Fi Luciano Gandini. Salta il tappo, invece, all'assessore al Territorio, Milena Pizzolo (An), che entra a testa bassa nel dibattito e viene ripresa dal presidente del municipio, Aldo Siri, che in extremis pone fine alla discussione dichiarando inammissibile il documento di Torretta. Difeso dall'ex presidente del municipio, Giuliano Bellezza (Ulivo): «se avessimo presentato un ordine del giorno autonomo ci saremmo trovati con tutto il comitato anti-moschea. Centinaia di persone e nuovi disordini». A spegnere il fuoco arriva, dalla maggioranza, Vittoria Musso (gruppo misto) con una mozione per «concedere soldi alle associazioni in cambio di lavori di pubblica utilità». Proposta approvata grazie ai voti favorevoli o di astensione (un contrario) della sinistra che solo a sentir parlare di associazioni riprende il sorriso.