«Non vendiamo Snam a un altro monopolista»

Per la Kroes (Ue) è «una priorità» creare un mercato unico dell’energia

Paolo Giovanelli

da Milano

Snam Rete Gas sembra essere diventato il campo di battaglia preferito delle Authority italiane, con ampi spazi di manovra riservati anche ai commissari dell’Unione europea, mentre nella vicenda interviene il Parlamento italiano. Dopo che settimana scorsa il presidente dell’Autorità per l’energia, Alessandro Ortis, si era nuovamente schierato a favore di una separazione proprietaria della rete dall’Eni, ieri è stata la volta della commissaria europea alla Concorrenza, Neelie Kroes, che ha dichiarato di vedere un «sostegno crescente» delle autorità e degli operatori del settore dell'energia in favore della separazione del controllo delle società energetiche dalla catena della produzione e della distribuzione. Ma Antonio Catricalà, presidente dell’Antitrust, commentando le dichiarazioni della Kroes, ha avvertito che «bisogna avere le idee chiare e sapere chi la compra: non si può vendere tanto per vendere, perché se se la compra un altro monopolista straniero non vedo che affare abbiamo fatto».
Nel batti e ribatti, intanto si muovono i partiti: ieri sono stati presentati tre emendamenti alla finanziaria che prevedono il rinvio al 2010 (dal previsto 2008) per la discesa dell’Eni sotto il 20% nel capitale di Snam. E, per una volta, sembra persino esserci coincidenza di vedute tra i partiti di maggioranza e di opposizione, o almeno tra alcuni di essi. Sono stati presentati infatti un emendamento di Prc, uno della Lega e uno del Ds Andrea Lulli che però prevede una proroga «non oltre» il 31 dicembre 2010. Già con la Finanziaria 2006 il termine era slittato dal 1 luglio 2007 al 31 dicembre 2008.
Ma torniamo alla vicenda Kroes-Catricalà. «È una priorità assoluta risolvere i conflitti strutturali legati all’integrazione verticale dei giganti dell’energia», ha rilevato la Kroes, secondo la quale «ci deve essere una soluzione strutturale che separi una volta per tutte le infrastrutture da fornitura e generazione». La commissaria ha però aggiunto che non basta la legge sulla concorrenza per far crescere i mercati, ma che è necessaria la creazione di un mercato unico europeo dell’energia, una soluzione che è stata caldeggiata più volte (l’ultima domenica scorsa) anche dall’ad dell’Eni, Paolo Scaroni.
«La decisione deve essere presa a livello europeo - ha concordato Catricalà - ma deve avere pesi e contrappesi. Non posso che essere d'accordo con la Kroes sul fatto che l’Europa debba procedere a una razionalizzazione del sistema, ma tenendo conto delle singole realtà energetiche dei Paesi e della nostra situazione di particolare sofferenza, ovvero di gas-dipendenza e mancanza di fonti alternative - ha proseguito -. Bisogna coordinarsi, perché la liberalizzazione non può essere un fatto nazionale, ma deve essere un fatto europeo e non si può tenere distinto il gas dall’energia elettrica. Ci vuole coerenza da parte di tutti i Paesi. Non è che noi vendiamo e gli altri comprano e non vendono». Quindi, non si tratta solo di non vendere ad altri monopolisti, ma anche che se uno vende, tutti vendano.