«Non vendo Telecom per meno di 2,82»

da Milano

La novità è che sul prezzo che Marco Tronchetti Provera chiede per cedere la quota di riferimento di Telecom non ci sono novità. I 2,82 euro per azione Telecom offerti qualche tempo fa da At&t e América Móvil restano il punto di riferimento: «Non siamo disponibili a vendere a prezzi inferiori a questi», ha detto ieri Tronchetti. Mentre in Borsa il titolo Telecom era bene intonato, chiudendo in rialzo dell’1,76% a 2,25 euro. Il che implica una valutazione del premio di maggioranza nell’ordine del 25%.
Il presidente di Pirelli (che ha parlato dopo l’assemblea della controllante Camfin) si riferisce al pacchetto del 18% del capitale di Telecom detenuto dalla holding Olimpia, oggetto del contendere (controllata da Pirelli all’80%). E proprio su Olimpia, Tronchetti ha detto di non avere ricevuto nuove offerte. Nemmeno da América Móvil, il gruppo messicano che, formalmente, ha ancora qualche giorno di tempo (fino a lunedì 30) per trattare in esclusiva l’acquisto del 33% di Olimpia. In realtà le cose sono già più avanti: con América Móvil «non abbiamo un negoziato in corso», ha detto Tronchetti. «Hanno manifestato la volontà di presentare una nuova offerta, finora non l’abbiamo ricevuta».
E da Oltreoceano América Móvil ha confermato il pieno interesse per Telecom, ma a livello di partnership con il gruppo telefonico che «ha una forte presenza in Europa», non certo con l’obiettivo di acquisirne il controllo. Lo ha detto l’ad del gruppo messicano, Daniel Hajj, nel corso della conference call sui dati del primo trimestre, aggiungendo di essere «certamente interessato ad avere partner italiani». Agli analisti che gli chiedevano chiarimenti su possibili contatti già in corso con Intesa Sanpaolo e Mediobanca, Hajj ha risposto che «al momento non c’è nulla» e che anche qualcosa in merito al partner potrà «emergere solo dopo la scadenza di lunedì delle trattative in esclusiva con Pirelli».
In attesa di novità concrete sulla composizione della cordata a cui stanno lavorando Intesa Sanpaolo e Mediobanca, Tronchetti ha confermato di non essere interessato a restare in Olimpia, mentre in Telecom potrebbe «rimanere, forse, con le azioni che abbiamo fuori da Olimpia», vale a dire con l’1,36% detenuto dalla Pirelli. Gilberto Benetton (che oggi possiede il restante 20% di Olimpia) è invece disponibile «eventualmente a ridurre la quota e partecipare a un nuovo progetto, bisogna vedere chi c’è». Benetton ha però sottolineato che «noi siamo venditori e non siamo stati ancora contattati».
In attesa dei contorni della cordata, il neo presidente di Telecom Pasquale Pistorio ha ieri incontrato il suo omologo all’Authority delle tlc, Corrado Calabrò, con il quale ha affrontato per la prima volta il tema dei futuri assetti della rete. «Sto imparando», ha detto ieri Pistorio, «questa è una bella azienda».
Intanto Telecom, in merito alle notizie relative alla decisione del Governo boliviano di «recuperare» il gruppo Entel, partecipato da Telecom al 50% tramite la società Eti, «si riserva di valutare tutte le iniziative da intraprendere a tutela del proprio investimento in Entel Bolivia».