«Non venite qui, aiutateci da lontano»

Scarseggiano i viveri ed i generi di prima necessità, impossibile rifornire i pochi negozi ancora aperti, impossibile muoversi per andare a fare una semplice spesa al supermercato. Proprio per questo la struttura di Protezione civile della Spezia ha promosso una raccolta di beni di prima necessità che poi saranno smistati dove occorrono, specialmente nelle aree più impervie dove è difficilissimo arrivare. «Si parte dagli alimenti - spiega Emilio Ardovino referente spezzino per il volontariato di protezione civile - che devono essere a media e lunga scadenza, da destinare alle migliaia di persone sparse su tutto il territorio provinciale. È stato organizzato un centro di raccolta presso il Polo di Protezione civile a Santo Stefano Magra, nella zona industriale vicino al raccordo autostradale (numero di telefono 0187 695181), qui possono recarsi i privati o anche le aziende che vogliono contribuire. Poi con i nostri mezzi porteremo la roba dove serve, anche con gli elicotteri perché molte aree sono isolate». Nella lista scorrono voci comuni come: pasta, olio, biscotti, fette biscottate, the, latte a lunga conservazione, zucchero, pelati, tonno, carne in scatola, scatolame vario, succhi di frutta, merendine, miele, confettura, etc. , ma anche pannolini per i bimbi, assorbenti, carta igienica o sapone. Intanto sul campo si inizia a fare la conta delle forze ed a riorganizzare i soccorsi per riportare il prima possibile le aree disastrate ad una situazione accettabile. In campo ci sono i volontari, il vero esercito della Protezione Civile, una forza ben organizzata, equipaggiata e preparata. Siamo ben lontani dal tempo degli “angeli del fango” dell’alluvione di Firenze, ora la disponibilità e la sola buona volontà non bastano più. Lo si è visto in queste ore nello spezzino disastrato dove sono arrivate le colonne mobili della Lombardia e del Piemonte, oltre a gruppi dell’Emilia. Personale in grado di fare squadra con le unità locali, e del resto di Liguria, che dalle prime ore sono in campo per fare fronte all’emergenza.