«Non vogliamo esami né controlli orari»

C’è chi dice no. Sono gli irriducibili delle auto bianche. Quelli che non hanno voluto sentire ragioni e che, a mezz’ora dalla firma del sudatissimo accordo, si sono alzati dal tavolo delle trattative e se ne sono andati. «Non firmeremo mai - sostengono i rappresentanti della Sitp-Sal - un accordo che prevede il controllo orario. È assurdo che il tassista debba essere sottoposto a esami di verifica della lingua straniera e punito come un bambino attraverso sanzioni». Anche l’associazione dei tassisti milanesi dice no ad alcuni punti.
Innanzitutto all’utilizzo del sistema Gps per identificare il posizionamento del taxi: «È un braccialetto per detenuti - esplode Giovanni Falco -. Non ci stiamo ad essere controllati così. Ci siamo opposti all’accordo perché a noi non piacciono le strategie del «prendere o lasciare» dopo più di 12 ore di confronto». Altro aspetto: «Siamo stati rimbalzati sulla proposta di usare tariffe fisse solo dalla stazione Centrale e dalla stazione di Varese». C’è invece chi sostiene che l’accordo sia, tutto sommato, buono. È l’Unione artigiani che legge nel testo dell’intesa «obbiettivi raggiungibili e aspetti economici soddisfacenti. È stato anticipato l’adeguamento tariffario previsto per giugno 2009» sostiene Salvatore Luca, dirigente della categoria Taxi.