Non voleva lasciarle sole così Roczika è morta assieme alle due figliolette

da Roma

Sorridono tutti, nella foto in piazza dei Miracoli. C’è Ionel che, come mille altri turisti prima di lui, fa finta di sostenere la torre di Pisa con la mano, mentre stringe a sé la moglie Roczika e Ioana, la primogenita, che a sua volta abbraccia la piccola Bianca.
Ma la famiglia Ciobanu ora esiste solo nella foto di quella vacanza spensierata. Roczika, Ioana e Bianca sono morte, erano sulla traiettoria impazzita di una delle auto coinvolte nello schianto di ieri mattina, a Fiumicino. Ionel le aveva salutate come ogni giorno, prima di andare al cantiere dove si guadagna da vivere come muratore.
Era arrivato dalla Romania otto anni fa, e nel 2003 la moglie, Roczika, l’aveva raggiunto con le bambine. Aveva trovato un impiego anche lei, in una ditta di pulizie. Così, prima di andare al lavoro, dal lunedì al venerdì portava le piccole a quella fermata vicino casa, con la vecchia Mercedes di famiglia. Accostava lì, e aspettava con loro l’arrivo del bus. Troppo pericoloso quel tratto di strada, senza nemmeno un marciapiede, e con le auto sempre di corsa, per lasciarle da sole a cuor leggero. Ma questa precauzione così tanto «da mamma» è servita solo ad aggiungere anche lei all’elenco delle vittime di questa carambola che per la polizia è ancora «inspiegabile».
E così Ionel, avvisato al lavoro, dopo nemmeno un’ora si è trovato incredulo a camminare tra i rottami delle auto, a chinarsi su quei lenzuoli che nascondevano pietosamente i resti della sua famiglia, sorretto a braccia dai soccorritori per non crollare a terra, il volto deformato dal dolore. Gli psicologi volontari arrivati per aiutare i parenti tentano di consolarlo. Invano: «Potete immaginare come possa sentirsi, ha perso la moglie e le figlie in un secondo».