Nonino, obbiettivo tra le nuvole in cerca del «meteo» dello spirito

La galleria Grazia Neri espone «Atmospheres», una serie di scatti del fotografo friulano intorno al cielo e alle sue entità vaporose

Barbara Silbe

Le nuvole si muovono tra realtà e trascendenza. Stanno sospese tra questo e quel mondo, tra la scienza e i sogni. E catturano i nostri pensieri e la fantasia, più delle onde del mare. Le nuvole, casuali, imprevedibili, grandiose, sono al centro di una curiosa ricerca artistica. Il progetto, dal titolo «Atmospheres», nasce dal fascino dei significati più profondi della natura e dal bisogno dell'uomo di decifrarli e dar loro un nome. L'autore, Francesco Nonino, è un raffinato fotografo di origine friulana rappresentato dall'Agenzia Grazia Neri. È proprio la Galleria Grazia Neri, nei suoi spazi di via Maroncelli 14, ad ospitare la serie di scatti in bianco e nero che racconta questo viaggio tra i paesaggi della terra, un percorso a metà strada tra documentazione scientifica e potere delle emozioni.
Nonino si muove sotto un cielo striato di cirri, macchiato da sfumature minacciose o ipnotizzanti, tra forme in divenire e pennellate irregolari. Fanno pensare, le sue nuvole. Fanno venire in mente il temporale in arrivo. Ci ricordano la spiritualità e quell'ordine soprannaturale di cui esse sono la sola espressione viva, pur nell'incertezza della trasparenza. Eppure, quel cielo, è considerato dall'autore come una parte del nostro quotidiano, documentato con il mezzo del réportage. Il fotografo si avvale della collaborazione del meteorologo Luca Mercalli, noto al pubblico per la sua partecipazione al programma di Rai Tre «Che tempo che fa». Le didascalie in latino di ogni clic rimandano alla denominazione scientifica del tipo di formazione nuvolosa a cui si riferiscono, mentre il perimetro di ogni opera comprende alla base strade e cartelli, case e persone, alberi e pali della luce. Un modo, questo, per sottolineare che il cielo e la sua rappresentazione vanno di pari passo con la nostra stessa esistenza. Nonino, come in una sfida, sceglie soggetti difficili da ritrarre. Con linguaggio mai banale riprende temi già sfruttati anche dalla più giovane delle arti visive. La storia della fotografia ci ha regalato scatti indimenticabili intorno al cielo e alle sue identità vaporose. Ci furono i cieli ingranditi all'infinito di Ugo Mulas, o quel diario indimenticabile di un anno di nuvole scaturito dallo sguardo poetico di Luigi Ghirri. E, più di recente, gli orizzonti tipici delle inquadrature cinematografiche di Wim Wenders. Il cielo di Nonino sembra ancorato al terreno, calamitato dagli avvenimenti, soggetto ai nostri umori. Sotto i suoi nembi chiamati per nome, il mondo prende il suo corso, si susseguono forme e dinamismi, curve, strisce, linee e rigonfiamenti che ci parlano di noi. Come due mondi paralleli.
Ingresso libero fino al 14 ottobre. Orari: 9-13 e 14.30-18; sabato 10-12.30 e 15-17; chiuso domenica. Info, tel. 02.625271.