La nonna dei fratellini spariti «Mia figlia nasconde qualcosa»

Interrogata in commissariato: «In realtà i miei nipotini preferivano vivere con il padre»

da Gravina in Puglia (Bari)

Gli agenti che continuano a scortare i testimoni fino alla porta del commissariato per proteggerli dai flash e dai curiosi, gli investigatori che bombardano di domande le «persone informate sui fatti», gli uomini a cavallo del corpo forestale che proseguono le ricerche tra le campagne che circondano il paese, gli elicotteri che volteggiano su questa fetta di territorio blindato per il decimo giorno consecutivo, gli speleologi che si calano nei pozzi e nelle grotte, l’aula della terza media con un banco vuoto e una grande scritta alla lavagna per ricordare un compagno che non c’è: è questo lo scenario che si delinea a Gravina in Puglia sullo sfondo del mistero di Francesco e Salvatore, i fratellini di 13 e 11 anni scomparsi il cinque giugno scorso, una vicenda su cui adesso interviene la nonna materna dei ragazzini, Antonietta Lanzone.
«Penso che mia figlia sappia la verità», dice senza mezzi termini la donna nella sua casa di Altamura, un paese vicino, prima di lanciare un appello alla madre dei fratellini, Rosa Carlucci: «Io le voglio bene, ma se sa che cosa è successo ora deve parlare. C’è qualcosa di strano nella scomparsa dei miei nipotini, spero solo che nessuno faccia loro del male». La nonna, che dopo diversi mesi ha incrociato la figlia in commissariato, racconta anche che i bambini in realtà «preferivano vivere con il padre e quando la domenica andavano a trovare la madre non vedevano l’ora di andarsene». Parole pesanti, parole tutte da verificare che si aggiungono al botta e risposta tra i parenti dei giorni scorsi.
Le ricerche vanno avanti. E le indagini pure. Ieri è tornato a Gravina in Puglia il sostituto procuratore Antonino Lupo. «Non ci sono indagati», ripete. La pista privilegiata è comunque quella del sequestro e l’impressione è che gli investigatori siano impegnati nella verifica delle dichiarazioni raccolte finora. E così, le indagini ripartono dall’inizio e tutti i testimoni devono essere ascoltati nuovamente: è quanto chiesto dai cinque esperti dell’Unità analisi crimine violento del dipartimento di polizia diretti da Carlo Bui, in Puglia da un paio di giorni. Ieri è stata sentita Maria Ricupero, la compagna di Filippo Pappalardi, il padre dei fratellini. L’obiettivo è fare luce su quel cinque giugno e ricostruire con precisione gli spostamenti dei ragazzini. Per questa ragione è stato ascoltato anche un calzolaio, dove nel primo pomeriggio Francesco e Salvatore erano andati per far riparare un paio di scarpe. Poi, alle 18.30, i due sono usciti di nuovo.
E a questo punto si perdono le loro tracce: ci sono infatti circa due ore di buco perché sono stati notati soltanto alle 20.20 dal custode dello stadio mentre assistevano a un torneo cittadino di calcio. Alle 21 è scattato l’allarme, il padre si è messo a cercarli e il giorno dopo ha presentato denuncia di scomparsa. E da allora è cominciato il dramma di questi due bambini che ieri sono stati ricordati ancora una volta nella scuola Benedetto XIII dove Francesco era atteso per gli esami di terza media, appena cominciati. Intanto cresce l’angoscia a Gravina in Puglia, dove il sindaco Rino Vendola lancia l’allarme e chiede risposte. «Siamo ormai prossimi alla terza settimana dalla sparizione dei fratellini e la speranza lascia il posto all’incubo di dover convivere per chissà quanto tempo con l’incertezza. Sarebbe grave prendere atto che si ricomincia da capo, anche la comunità rischia di finire in un angolo e ciò per il solo fatto che non ci sono risposte. E questo non è possibile né corretto né giusto: alla sofferenza si aggiunge l’indignazione civile».