Una nonna guida la Liberia Il Costarica merita il Nobel

Il fatto è che al nonno con gli anni ti affezioni, se lo perdi di vista per un po’ poi va a finire che ti preoccupi. Prendete John Howard, primo ministro australiano, ha 68 anni, guida l’Australia da più di due lustri consecutivi, è al sua quarto mandato, è il più longevo uomo di governo dell’Isola. Alleato di ferro di Bush in Irak, paladino delle privatizzazioni, ma i suoi sudditi da quando c’è lui, dice l’opposizione, hanno salari più bassi e pagano più tasse, più che un capo di governo è ormai considerato un re repubblicano. E per i re si sa non è prevista pensione. Prendete Ellen Johnson Sirleaf, è la prima donna africana presidente ma non è nuova del posto. Era già ministro delle Finanze della Liberia negli anni Settanta, ha fatto in tempo a fuggire in esilio due volte, sposarsi, divorziare e mettere al mondo quattro figli, prima di diventare, meglio tardi che mai, a 68 anni capo del suo Paese. Ha detto togliendosi gli anni: «Voglio diventare la mamma di tutti i Liberiani». Anche se metà della popolazione non ha più di 14 anni e solo il 3 per cento raggiunge la sua età. Ci sono poi gli Evergreen, sempre più suonati. Sali Berisha per esempio: aveva già vinto le elezioni nel 1992 e nel 1997, ha inflitto al suo paese brogli elettorali, repressioni poliziesche, collassi finanziari ma è ancora lì, davanti a tutti a 63 anni. O Daniel Ortega, tornato al comando del Nicaragua a 62 anni, diciassette anni dopo essere stato pensionato. O ancora Oscar Arias Sanchez, 67 anni, socialdemocratico, premio Nobel per la pace, era già stato presidente del Costarica nel 1986, è tornato lassù l’anno scorso. Perchè si sa al nonno fa bene l’aria di montagna...