LA NONNA DI MATTEO

Sembra quasi che ogni giorno occorra trovare un nuovo cattivo, un nuovo scandalo, un nuovo reprobo. Poi, vabbè, vai oltre le locandine e i titoloni. E i cattivi e gli scandali e i reprobi sono meno cattivi, meno scandalosi e meno riprovevoli. O, magari, non lo sono per niente. E i colpevoli, magari sono innocenti. E i carnefici, magari sono vittime.
Sono sinceramente preoccupato per quel che sta succedendo al nostro mondo, quello dell’informazione, anche da queste parti. A tratti, sembra di essere tornati al 1992, quando occorreva regalare sempre nuovo sangue ai lettori, aizzare i loro istinti più profondi, dare in pasto alla nostra e alla loro pancia ogni giorno qualcosa che andasse oltre la dose del giorno prima. Come se - per tentare di vendere qualche copia in più - occorresse varcare nuove e sempre successive colonne d’Ercole. Poi, magari, quelli sputtanati (scusate la volgarità, ma non c’è altro termine tecnico che fotografi meglio quello a cui stiamo assistendo) erano assolutamente innocenti. Ma, spesso, la loro estraneità meritava al massimo una breve (...)