La nonna della maturità ha 77 anni e sogna il diploma di maestra d’asilo

Eccoci alla tappa fatidica della versione di greco. All’uscita del liceo classico Parini, tutto sommato regna il buonumore. La prova scritta «è stata un colloquio diretto con i professori» esordisce Alessandro, mentre Andrea racconta «nella mia classe i prof distraevano il presidente e i membri esterni per farci copiare». Anche Ludovica conferma, ribadendo «parlavamo tra di noi ed è stato un lavoro di gruppo». In quello li raggiunge Giorgio, che sottolinea «nella versione mancava un passaggio di due parole che ci hanno scritto i prof sulla lavagna e senza quello non si capiva nulla, lo garantisco io anche se in 5 anni ho preso 4 debiti in greco».
Iniziano a formarsi vari gruppetti di studenti che riferiscono di aver fatto girare parecchi fazzoletti con righe di versione tradotta. A questo punto viene fuori il passaggio fazzoletti-porte del bagno, ma alla fine rimane un giallo, anche se, riflette Luca, «ora ho capito perché una mia compagna si lamentava che non arrivasse mai il suo turno per il bagno». Riguardo alle aspettative sull’autore, tutti gli studenti confessano di essere stati fino alle due di notte a tradurre un certo Andocide, dato per certo dalla maggior parte dei siti internet. «Non ho chiuso occhio per fare mille bigliettini sul pezzo di Andocide tratto da “I misteri”» testimonia Andrea, preso in giro da Marco che, essendosi accordato con gli amici più grandi, racconta: «A me è bastato leggere tre sms sul cellulare che avevo portato di nascosto». Giulia, invece, conclude «mi è andata bene, un pezzettino l’avevo già tradotto con la prof di ripetizioni».
La versione di greco è andata, nonostante la difficoltà riscontrata da tutti gli studenti riguardo all’ultima frase del celebre Luciano. Adesso l’agitazione sale per la terza prova e soprattutto per il colloquio orale, per cui i compagni ricordano in coro a Filippo che è «La coscienza di Zeno» e non «La coscienza di Svevo». Vedremo cosa accadrà.