La nonna uccisa per un banale rimprovero

Dieci ore di filate in macchina dalla Puglia, per arrivare a Milano alle 7 del mattino e sentirsi almeno dire: «Suo figlio se le caverà». Una piccolissima consolazione rispetto all’immenso dolore di sapere che quel ragazzo ha appena ucciso in un raptus la nonna a coltellate. Poi, quando è tornato in sé, ha scavalcato la ringhiera del terrazzo e si è lanciato nel vuoto, un volto di dieci metri, riportando gravi fratture al bacino e al costato. Operato nella notte ora riposa in un letto di Niguarda in coma farmacologico.
Gianluca Calvi, 32 anni, controllore in metropolitana, vive al terzo piano di via Brioschi 74 con i genitori, entrambi pensionati, e la nonna Vincenzina Roberto di 78 anni. Un persona con qualche problema di depressione tanto che negli anni scorsi era caduto nel buco nero della droga. Una trappola da cui nel 2007 ha avuto la forza di uscire. Ma quel male oscuro che lo aveva portato ad abusare di stupefacenti lo aveva costretto a rifugiarsi negli psicofarmaci.
Mai nessuno però si sarebbe aspettato un simile epilogo. Non i vicini, che lo descrivono come persona un po’ particolare ma niente di più. Men che meno i genitori che l’altra mattina si sono svegliati alle cinque per affrontare un viaggio fino alla Puglia dove godersi un po’ di vacanza. Anche Gianluca era in ferie, pur se per il momento aveva deciso di non spostarsi da Milano. Poco dopo le 19 il dramma. I due sono in cucina, scoppia una violenta discussione, i vicini li sentono gridare, senza capire le cause del litigio. Il resto lo ricostruiscono i carabinieri della compagnia di porta Magenta diretti dal maggiore Vittorio Stingo. Al termine dell’alterco Gianluca afferra una paio di coltelli e colpisce la nonna. L’anziana, ferita corre verso la sua camera, lasciando una scia di sangue a terra, nella speranza di sottrarsi alla furia omicida del nipote. Che però la incalza, la raggiunge e nella stanza da letto la finisce. Vincenzina stramazza ai piedi del letto e muore in pochi secondi.
Passa qualche istante e un dirimpettaio nota il ragazzo in pantaloncini corti e canotta andare su e giù sul terrazzo, qualche istante ancora poi scavalca la ringhiera e volta giù per oltre dieci metri. Cade però su un’aiuola e il terreno morbido attutisce l’urto. Viene soccorso e portato a Niguarda con fratture al bacino e al costato, operato d’urgenza nel corso della notte. Al termine dell’intervento viene tenuto in coma farmacologico. Dovrebbe salvarsi e forse quando si sarà ripreso potrà spiegare cosa ha determinato lo scatenarsi di quella furia omicida.