Nonnina di novant’anni sballottata tra gli uffici

L'ennesimo caso di malaburocrazia coinvolge questa volta una «nonnina» spezzina. La donna da mesi viene rimpallata tra un ufficio e l'altro, mentre la sua cucina è un cantiere edile. È la storia di Carmela Olivieri, 90 anni, invalida grave. Mesi fa Carmela si è trasferita dal quartiere periferico di Ruffino nella centrale via Roma (in quello che un tempo era il cuore della città ed oggi è un quartiere abitato in gran parte da immigrati), in una casa di Arte e dovendo spostare i contatori si è trovata in un mare di guai. «Sono venuti i tecnici di Acam, l'azienda del gas, - spiega - e hanno detto che dovevano spostare il contatore. Hanno tolto il contatore del gas, hanno fatto i lavori, ma il contatore dell'acqua che prima era nella stessa colonna di quello del gas, è rimasto dov'era. Ora mi trovo in cucina con una tubazione e un contatore da una parte ed un contatore dall'altra con i mobili che non si possono più montare. Sono andata all'Acam a chiedere come mai non hanno messo assieme i contatori, mi hanno risposto che erano lì solo per il gas e che lo spostamento del contatore dell'acqua era di competenza di Arte. Sono andata all'Arte e mi hanno detto che toccava a Acam. Sono tornata all'Acam e mi hanno detto che possono farmi un preventivo e che se pago lo spostano. Non ho una pensione che mi permette spese, che posso fare? Sarebbe giusto che facessero un lavoro che mi permetta di avere una cucina normale. Invece sto facendo, alla mia età, il giro degli uffici da mesi mentre ho i bussolotti a terra, il muro segnato dal passaggio dei tubi, un buco da sistemare e due contatori che si contendono il poco spazio della cucina». Forse basterebbe molto poco per mettere ordine in quella cucina e garantire una vita serena e dignitosa a questa pensionata.