Nonnina volante non inganna l’autovelox

L’hanno subito soprannominata «la nonnina volante». E lei, un po’ contrita, a confermare che «sì, è vero, c’ero proprio io a tenere il manubrio quando è stata scattata la foto dell’autovelox, immortalando la mia motocicletta che viaggiava, cioè correva, diciamo pure sfrecciava a 137 chilometri all’ora...».
Chiamala motocicletta: una Ducati Monster 900, il nome è tutto un programma. Ottanta cavalli di potenza, arriva a 210 chilometri all’ora di velocità. Quando è scattato il flash elettronico, non viaggiava neanche a metà...
Hanno un bel dire i poliziotti della Stradale di Imperia che, a guardare l’immagine, piegato sul manubrio sembra ci sia una che pare un altro. Un uomo, robusto per giunta, grande e grosso. Al contrario di quella «nonnina» così minuta.
L’alibi è durato poco. E lei, alla fine, si è dovuta arrendere all’evidenza e, infine, alla confessione del figlio. Il quale non ce l’ha fatta a sopportare che la mamma venisse messa in mezzo per una «marachella» fatta da lui.
Tutto per via di quella norma che consente di evitare il prelievo dei punti sulla patente se si dichiara che alla guida del veicolo si trovava un’altra persona. «Non ero io, era lei» aveva detto l’uomo, all’arrivo della sanzione. Gli accertamenti dei poliziotti sono durati poco. Anche perché, insomma, la foto parlava abbastanza chiaro: in primo piano, sotto il casco integrale, spuntava anche un paio di baffi.