Nonno Agassi vola in finale e trova Federer

A 35 anni supera Ginepri al 5° set. E Roger doma Hewitt in tre ore

Lea Pericoli

Erano gli anni Ottanta quando TMC acquistò i diritti televisivi per la finale di Forest Hills. Andai in onda in piena notte con un incontro tra Gomez e un ragazzino sconosciuto di nome Agassi. Un tipo entusiasmante con i lunghi capelli biondi e i calzoncini di jeans. Un tennista che picchiava la palla come un forsennato. Andre Agassi vinse e fu il primo nella storia a ringraziare il pubblico con baci e inchini. Un vero show man! L’indomani ricevetti la telefonata di Indro Montanelli. Il direttore, che non dormiva mai, si era molto divertito guardando quel ragazzino: «Scrivi la sua storia. Voglio sapere chi è». Il lunedì successivo Andre arrivò a Roma per gli Internazionali d’Italia. Abitava all’Excelsior con Bollettieri e mi rilasciò un’intervista per il TG. Era divertente, gentile e, prima di andare in onda, mi chiese un lucida-labbra. Mi accorsi che era il primo tennista con il senso dello spettacolo!
Ieri sera ho fatto un tifo furibondo perché Andre (35 anni) vincesse in semifinale contro Robby Ginepri. E l’ha fatto: 6-4, 5-7, 6-3, 4-6, 6-3. Sono solo felice che nello sport, che ho tanto amato, esista un tipo così. In questi US Open Agassi ha superato gli ultimi tre turni al quinto set. Ha messo in fila Malisse, Blake e Ginepri. Per la sesta volta si è qualificato per la finale degli US Open, che diventano la sua quindicesima finale in un torneo del Grande Slam. Nel mondo a fare il tifo per lui c’erano milioni di appassionati della racchetta. Ad applaudirlo c’era la moglie Steffy Graf, Jaden Jill il figlioletto di 3 anni, che alla fine urlando ha alzato le manine al cielo. E Jaz Elle, la bimba nata nel 2003. Che meraviglia! Agassi per ringraziare il pubblico si è inventato un balletto mandando, come faceva tanti anni fa, baci e inchini. Poche volte su un campo da tennis mi è capitato di vedere tanta felicità. È un racconto che avrebbe apprezzato anche il burbero Montanelli, che grazie all’insonnia, divenne un suo grande fan. Agassi, la sua sfida l’ha vinta. Ora rimane l’ultimo ostacolo da superare. Si chiama Roger Federer – lo svizzero è alla sua sesta finale in uno Slam (ha vinto le altre cinque) – che ha sconfitto Lleyton Hewitt in quattro set: 6-3, 7-6, 4-6, 6-3 (tre ore esatte di gioco).
Il numero uno del mondo contro una leggenda vivente. Di più, forse, non si poteva chiedere.