Nonno e nipoti: in famiglia spacciavano tutti

Nonostante l’età non più tenera non ha esitato ad arrampicarsi sui tetti delle abitazioni dei vicini per sfuggire all’arresto. Una tempra invidiabile quella di Vincenzo Giovanni Trapani, 75 anni, ritenuto dagli investigatori il capo di una delle due famiglie che gestivano lo spaccio di hashish e cocaina nel quartiere del Borgo Vecchio di Palermo arrestato ieri mattina, insieme ad altre 19 persone, tra cui tre minorenni. È stato lui - hanno accertato i poliziotti - a curare la formazione criminale dei due nipoti, che durante le indagini avevano 15 anni, finiti anche loro in manette durante il blitz. I ragazzi, cresciuti all’ombra del nonno, avevano imparato a confezionare la droga che poi rivendevano nei pub e nei locali della zona. Lo smercio della cocaina e dell’hashish, acquistato da rivenditori palermitani e napoletani, veniva gestito dai Trapani - oltre al nonno e ai nipoti, era coinvolto il padre dei ragazzi - e dal genero del capostipite arrestato a settembre del 2005. Dall’inchiesta è emerso che Trapani e i suoi familiari dividevano il controllo del mercato con un’altra famiglia, quella di Domenico Terrasona, che per lo spaccio si serviva di un bibliotecario della facoltà di Ingegneria di Palermo. Entrambi sono finiti in carcere. Secondo gli inquirenti le due bande erano certamente autorizzate a spacciare da «Cosa Nostra».