Nonno Piccirillo cerca l’europeo che può valere un derby del ring

Il titolo dei welter jr aprirebbe le porte alla sfida tutta italiana con Messi

Se tutto andrà secondo i piani, Michele Piccirillo diventerà il primo campione d'Europa per interposta persona. Tanto per intenderci, stasera a Bergamo quella straordinaria organizzazione pugilistica nata per diffondere il culto e l'arte di Luca Messi ospiterà il vacante europeo dei medi junior fra Michele Piccirillo (anni 36), appunto, ormai entrato nella parte del bisnonno della nostra boxe e Lucas Konecny, baby face (anni 28) della Repubblica Ceca, a caccia del colpo della vita. Ossia: «Vincere il titolo, e ricavarne borse che non servano solo a ripianare i miei debiti». A lui andranno 40mila euro, a Piccirillo 30mila.
Qualcuno domanderà anche chi è Luca Messi, nemmeno si parlasse di Mazzinghi, Benvenuti o Gianfranco Rosi, un altro bisnonno che a fine marzo tornerà sul ring. Messi è l'enfant du pays di Bergamo che stasera farà un match passerella, ma intorno a sè e al suo scambiar cazzotti, ha costruito un bel business e un castello di speranze. Ed ora l'idea di restituire alla boxe un derby italiano per un titolo che conta. Dunque se Piccirillo (diretta su Sportitalia) conquisterà l'europeo, ecco pronto il menù per luglio: naturalmente a Bergamo.
Intanto Piccirillo stasera dovrà sudarsela per aggiungere questo titolo ad una carriera più fumo che arrosto. Il suo conto con gli europei è in parità: perse la sfida (1996) per i welter jr, vinse quella per i welter l'anno dopo. In agosto è andato a prender botte contro Ricardo Mayorga negli Stati Uniti. L'europeo potrebbe essere la degna conclusione di una carriera iniziata dieci anni fa. «Con quest'anno chiudo», ha promesso il nostro. Il rivale (29 successi, 15 per ko) sembra fatto apposta per agevolare la boxe di uno stilista. L'europeo dei medi junior partì proprio con un italiano: Bruno Visintin ne fu il primo campione negli anni Sessanta. Poi vennero Sandro Mazzinghi e Remo Golfarini, Carlos Duran, Vito Antuofermo, Luigi Minchillo, Gianfranco Rosi. Un revival non fa mai male.