Nord Italia, crescono i trapianti, 200 in più in un anno

Si allungano anche le liste d'attesa, per gli esperti «è un effetto del fatto che migliora sempre più la qualità di vita delle persone trapiantate». Positivo il bilancio del 2009

Chirurgia salvavita. Ovvero: i trapianti. Una branca della chirurgia sempre più raffinata e per questo sempre più richiesta. Crescono i pazienti in lista d'attesa proprio perchè aumenta la sopravvivenza e la qualità di vita delle persone trapiantate. Ma crescono anche i donatori e i trapianti, 200 in più questi ultimi rispetto all'anno scorso nelle regioni del Nord Italia. È il bilancio di fine anno del Nipt (Nord Italia Transplant) un'area che comprende Friuli, Venezia Giulia, Lombardia, Marche e Veneto. E la Lombardia che un anno fa era rimasta fanalino di coda, oggi fa la parte del leone mettendo a bilancio nell'ultimo anno 62 donatori e 102 trapianti in più. Ha commentato Alessandro Nanni Costa direttore del centro nazionale trapianti che "la crescita del 30 per cento, considerata la popolosità della Lombardia vale tantissimo perchè è una regione estesa come il Belgio".
Quanto pesa invece il rifiuto dei familiari? La media delle opposizioni in Italia è del 30,5 per cento (l'anno scorso era del 32,9 per cento). In Lombardia, invece, si è passati dal 25,6 per cento del 2008 al 23 per cento del 2009. "Meglio di noi fa solo la Spagna - ha concluso Costa - che ha solo 15 opposizioni ogni 100. Se riuscissimo anche noi a dimezzare il numero delle opposizioni, passando da 30 a 15, si potrebbero fare 900 trapianti in più all'anno, un numero incredibile".
Secondo gli esperti che ogni anno fanno un censimento di tutti i colloqui, "il rifiuto è trasversale, appartiene a tutte le classi sociali, anche se dove la scolarizzazione è più alta i consensi aumentano leggermente".
Ad aumentare, però, nelle regioni del Nitp sono anche i pazienti in lista d'attesa. Solo fra le persone in coda per un rene nuovo si viaggia al ritmo di 50 pazienti in più l'anno, mentre le liste d'attesa degli altri organi crescono di qualche decina di unità. "Un dato legato sia all'allargamento della richiesta di trapianti sia al fatto che le liste sono aperte e accolgono anche pazienti dalle altre regioni, attratti da alcune specializzazioni" ha analizzato Mario Scalamogna, direttore del centro regionale di riferimento in Lombardia e del centro interregionale di riferimento del Nitp.