Il Nord Italia trema ancora:scossa di magnitudo 5,4L'epicentro vicino a Parma

Scossa di magnitudo 5,4 della scala Richter a una profondità di 60 km. <strong>MAPPA</strong> <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/web/pdf/mappa_zone_sismiche.pdf" target="_blank">Ecco le zone sismiche in Italia</a></strong>.<strong> SCHEDA <a href="/cronache/terremoto_ecco_consiglida_seguire_caso_scossa/terremoto-norme-consigli/25-01-2012/articolo-id=568767-page=0-comments=1" target="_blank">I consigli da seguire in caso di terremoto</a><a href="/web/pdf/mappa_zone_sismiche.pdf%20" target="_blank"><br /></a></strong>

Dalla Liguria al Veneto, dalla Lombardia alla Toscana: il Nord Italia trema ancora. Una violenta scossa di terremoto, che è durata pochi secondi, è stata avvertita distintamente alle 15:53 in tutto il Nord del Paese. Secondo le primissime stime dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), la scossa ha fatto tremare la stessa zona colpita dal sisma di mercoledì scorso: la magnitudo è stata di 5,4 gradi della scala Richter. Ed è proprio l'Ingv a lanciare l'allarme: "Siamo in presenza di uno sciame sismico nell’appennino emiliano ed è possibile che ci siano altre scosse dopo quella di oggi, anche più forti".

L'Istituto di vulcanologia ha spiegato che l'epicentro della scossa è stato localizzato tra Corniglio, Berceto, Monchio delle Corti e Palanzano, paesi in provincia di Parma vicini all'Appennino tosco-emiliano, a 60 chilometri di profondità. Il sisma è stato avvertito in un raggio di almeno 100 chilometri: oltre a Bologna sono tremate anche a Milano, Genova e in Veneto. Lievi scosse si sono sentite anche a Perugia e a Pesaro. Alle 16:23, mezz'ora dopo la prima violenta scossa, gli strumenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia hanno registrato una seconda scossa con magnitudo di 2.7 ad una profondità di 63.6 chilometri. Alle 16:34 una terza scossa con magnitudo di 3.2. Adesso la paura è che vi sia uno sciame sismico. Il sismologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Salvatore Barba ha spiegato chiaramente che "è possibile che ci siano altre scosse dopo quella di oggi, anche più forti". "E' stato un terremoto particolarmente profondo - ha spiegato il sismologo - molto più della media della zona che è di 25-30 chilometri (questo è localizzato a oltre 60 chilometri di profondità, ndr), e questo ha sicuramente attutito l’effetto. Ricordiamo che all’Aquila la profondità fu di appena 7 chilometri". La magnitudo è elevata, ma nella zona sono possibili magnitudo anche più forti, fino a 6 gradi Richter.

Il sismologo Alessandro Amato dell'Ingv ha spiegato che il movimento della placca adriatica è all’origine delle scosse di oggi ed è legato ai terremoti del Reggiano e del Veronese nella notte fra il 24 e il 25 gennaio. "A Nord-Est la placca Adriatica spinge verso l’Europa e in questo movimento scorre sotto le Alpi, generando terremoti nella zona di Verona e poi verso il Friuli e le Prealpi - ha spiegato - scendendo in direzione Sud, invece, si piega gradualmente sotto l’Appennino, inarcandosi". Secondo Amato, dunque, è stato questo movimento a generare il terremoto nel Reggiano, in un'area più vicina alla pianura e con una pericolosità sismica classificata come medio-bassa, così come oggi ha colpito un’area più vicina ai rilievi e classificata con una pericolosità medio-alta.

Il professor Sandro Moretti dell’università di Firenze, membro del comitato tecnico scientifico per l’emergenza Concordia, ha fatto sapere che gli strumenti sismici sistemati proprio per verificare i movimenti del relitto della Costa Concordia, incagliata al largo dell'Isola del Giglio, sono "andati in saturazione, ma solo perché sono tarati per segnalare movimenti millimetrici". Il professore Moretti ha, tuttavia, assicurato che "la nave non si è mossa se non di quei movimenti millimetrici che non sono dovuti al terremoto".

La paura per la scossa di terremoto che nel Nord del Paese è stata sentita indistintamente intorno alle 16 è stata segnalata da tutti i principali social network. Subito dopo la nuova forte scossa avvertita in Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Liguria, Veneto, Lombardia, Piemonte e Toscana si è scatenato un vero e proprio tam tam di commenti su Facebook da chi lo ha vissuto in diretta. Da Bologna a Bergamo, da Milano a Genova, ci sono voluti pochi istanti e le bacheche di chi vive nelle città in cui la scossa si è sentita sono già inondate di commenti diffondendo la notizia da un capo all’altro del Belpaese.